Albero dell'anno, il più bello del reame è stato eletto via Facebook

È un Noce (Juglans regia L.) e si trova a Cles, in provincia di Trento, il vincitore di “Eleggi l’albero dell’anno 2015”, concorso giunto alla terza edizione e svoltosi tramite Facebook. Sul social network di Mark Zuckerberg, da novembre 2015 a febbraio 2016 gli iscritti al gruppo "Amici degli Alberi", che conta su oltre 18mila membri, hanno inviato gli scatti ai propri alberi del cuore che poi stati votati sia online sia da una giuria tecnica.

Alla fine ha vinto un Noce albero autoctono e quindi italiano (unico Noce a partecipare al concorso), portatore di frutti ricchi e nutrienti, un albero che grazie alla forma levigata delle sue foglie che ne disegnano la chioma e all'intreccio dei suoi solidi rami spogli d'inverno, riesce a darci ogni giorno ossigeno e bellezza. Insieme al premio popolare “ Eleggi l’albero dell’anno” è stato assegnato il premio “Albero della critica” che ha visto un ex aequo con: il Lentisco (Pistacia lentiscus L.) di Pula (Cagliari) proposto da Gianfranco Loi e la Sughera (Quercus suber L.) siciliana di San Michele di Ganzaria (Catania) proposta da Michele Iannizzotto.

“Il concorso “Eleggi l’albero dell’anno” è organizzato – spiega Antimo Palumbo, storico degli alberi – dall'Associazione culturale Adea amici degli alberi, nata a Roma nel 2007 al fine di promuovere la cultura dell'albero e favorirne la conoscenza, l'amore, la cura e il rispetto. Oltre agli incontri periodici che si svolgono nei parchi pubblici di Roma, chiamati Incontri con alberi straordinari, l’Associazione si è occupata di diverse iniziative per promuovere la cultura degli alberi, tra cui spicca l’omaggio ai botanici napoletani al Real orto botanico di Napoli che quest’anno si terrà domenica 22 maggio e verrà dedicato a Giuseppe Catalano.

Negli italiani l’interesse, l’amore e il rispetto per gli alberi – aggiunge Palumbo – sono in aumento. E ciò servirà a stimolare gli amministratori delle città per trovare più fondi e risorse per gli alberi, di solito lasciati agli ultimi posti dei bilanci comunali. Bisogna lavorare per riportare in primo piano l'importanza che gli alberi rivestono nella nostra cultura, una cultura antropocentrica che spesso dà più valore a un mattone del quarto secolo e non a un essere vivente con quattrocento anni di vita”.

 

Abbiamo parlato di:

Amici degli alberi: Facebook

Associazione Culturale Adea: website