Barrique, dalle doghe delle botti originali oggetti di design

Ci sono progetti che riempiono il cuore di gioia e gli occhi di bellezza, fra questi merita un posto di rilievo “Barrique, la terza vita del legno”, realizzato dalla comunità di San Patrignano, che vede la creazione di oggetti di design attraverso il legno delle barrique dismesse, botti da 230 litri.

Un modo innovativo per sottrarre le botti alla discarica facendo leva sul riciclo e sull’abilità degli ospiti della comunità di recupero, aiutati da designer, artigiani e architetti di fama internazionale.
I ragazzi si impegnano per realizzare ogni singolo pezzo, confrontandosi con la singolarità di ogni barrique, con le sue differenti misure e la forma di ogni doga, materiale vivo che si può modellare solo dieci giorni dopo l’apertura delle botti. Un legno di scarto che resta un materiale nobile, essendo il rovere francese un legno robusto. Un progetto che quindi permette agli ospiti di San Patrignano di formarsi, imparando il mestiere artigiano. Ragazzi che si recuperano, per barrique che rivivono in oggetti di design.

La costruzione di un barrique tradizionale passa attraverso verifiche di qualità, che vanno dalla scelta del legno alla lavorazione, passando per l’assemblaggio e la verifica del prodotto finito. Perché smaltire oggetti del genere, con una lunga storia di maestria alle spalle? Così disegnare oggetti nuovi, partendo da tavole di rovere fortemente segnate da forma e colorazione, è stata un’idea di riciclo creativo che sta riscuotendo successo.

La collezione, che è in vendita, è esposta in mostre itineranti: attualmente è protagonista in parallelo in Georgia presso l’Ambasciata d’Italia e a Sondrio presso la Galleria Credito Valtellinese (dove rimarrà fino alla fine di novembre), spazio ricavato nei locali della corte rustica del settecentesco Palazzo Sertoli, anticamente adibita alla torchiatura dell'uva.

 

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