Idratazione, i cibi più ricchi di acqua

Non può esserci vita senza acqua e non può esserci una buona forma fisica senza il giusto apporto di idratazione.
Da dove deriva? Dall’acqua naturale o minerale, da altre bevande e dai cibi assunti.
Alcuni alimenti contengono rilevanti quantitativi di acqua. In cima alla lista spiccano latte, frutta e ortaggi, composti per almeno l'85% da acqua; seguono pesce, carne, uova e formaggi freschi (50/80%), poi riso e pasta (60/65%), ancora pane e pizza (20/40%) e infine biscotti, fette biscottate, grissini e frutta secca, che ne contengono meno del 10% (fonte Crea-Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).
In generale, nell’arco della giornata un adulto sano dovrebbe bere circa un litro e mezzo di acqua, più un ulteriore mezzo litro assunto dai cibi. Frutta e verdura sono le regine dell’idratazione, con alcune fonti di eccellenza.

L’ortofrutta più ricca di acqua

I cetrioli si piazzano al primo posto, con ben 96,5 grammi di acqua per 100 grammi di prodotto, se poi aggiungessimo nella ciotola dell’insalata i ravanelli e la lattuga da taglio (95,6 gr d’acqua), i pomodori (94,2), il radicchio rosso (94) e i finocchi (93,2), avremmo un piatto dall’alto valore nutritivo e ricco di acqua.
Anche il cavolo verza, la rucola, i funghi porcini e le carote sono da considerare per il loro apporto idrico, considerando che superano il 90% di acqua per ogni etto di prodotto.
Passando alla frutta, il cocomero è l’ideale per dissetarsi (con i suoi 95,3 gr di acqua), così come il melone d’inverno (94,1), il pompelmo (91,2) e le arance (87,2).

 

L’importanza dell’acqua per l’organismo

Oltre a dissertare l’acqua contribuisce al mantenimento delle normali funzioni fisiche e cognitive. È fondamentale, ad esempio, per l’assorbimento e il trasporto dei nutrienti durante la digestione, è cruciale nell’eliminazione delle sostanze di scarto dei processi biologici e nelle attività di regolazione della temperatura corporea.
Basti pensare che la disidratazione, causata da un’assunzione di liquidi inferiori alla perdita di acqua, ha effetti sull’attività e sulle prestazioni fisiche dell’organismo.
“Nelle forme più lievi – si legge in una nota del ministero della Salute - è influenzata la termoregolazione ed è manifesta la sensazione di sete, con il prolungarsi del fenomeno si manifestano crampi, apatia, astenia, maggiore irritabilità; forme più gravi inducono malessere generale, incluse le allucinazioni, fino a rischio di insorgenza del colpo di calore ed effetti letali. Lo stato persistente della disidratazione è associato a un significativo incremento di rischio di molte patologie, anche gravi, in primo luogo a carico del rene”.

In condizioni normali, meccanismi di autoregolazione e altri fattori che determinano la sensazione di sete aiutano l’organismo ad assumere il giusto fabbisogno d’acqua necessario a compensare le perdite idriche, derivanti da sudorazione, respirazione, escrezione di urine e feci. Tuttavia alcuni individui, soprattutto bambini ed anziani, sono più soggetti a disidratazione perché hanno una riduzione della percezione nella sensazione di sete e nello stimolo naturale a bere, con il rischio di non bilanciare adeguatamente e tempestivamente le perdite di acqua.

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