Come comportarsi in caso di alluvione? Gli errori da evitare

Con l’arrivo delle forti piogge, la paura è sempre quella: alluvione. “La loro frequenza è destinata ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici”, ricorda il Ministero della Salute. Piogge intense, allagamenti, frane, smottamenti: ne sa qualcosa l’Italia, paese a forte rischio idrogeologico. Chi sono i soggetti più a rischio? Sono i bambini, gli anziani, chi vive ai piani bassi, in case degradate, in aree a forte rischio alluvione o in prossimità di bacini idrici “ad elevato rischio idrogeologico e idraulico”.

Con quali conseguenze per la salute? Annegamento, traumatismi e lesioni come lacerazioni, ustioni, folgorazioni, e ancora, malattie gastrointestinali, avvelenamenti da sostanze tossiche o da acque contaminate, stress post-traumatico che si manifesta con ansia, depressione, insonnia, infarto.

Come comportarsi, pertanto, durante e dopo un’alluvione e a fine emergenza?

L’altezza dell’acqua, ad esempio: bastano 30 centimetri di acqua in movimento per “far slittare una macchina” e 15 in “rapido movimento” per “far cadere un adulto”. Nonostante il pericolo, c’è chi adotta pratiche sconvenienti, come infilarsi con l’automobile o altri mezzi in gallerie e sottopassi allagati: “Evita di sostare o transitare in sottopassi, argini di corsi d’acqua, ponti”, raccomanda il Ministero della Salute. “La forza dell’acqua può, infatti, danneggiare non solo edifici ma anche infrastrutture come ponti, terrapieni, argini”, ricorda dal canto suo, la Protezione Civile “e quelli più vulnerabili potrebbero cedere o crollare improvvisamente”.

In caso di alluvione la raccomandazione, comunque, è di non utilizzare l’automobile: “Anche pochi centimetri d’acqua” così, la Protezione Civile “potrebbero farti perdere il controllo del veicolo o causarne lo spegnimento: rischi di rimanere intrappolato”. E se l’automobile è in garage? Meglio lasciarla lì dov’è. In caso di alluvione, il garage, così come seminterrati e cantine, va, infatti, evitato. Piuttosto andrà protetto con paratie o sacchetti di sabbia, adatti anche alla protezione di cantine e seminterrati. Quando possibile, raggiungere, invece, i piani più alti, evitando, in altre circostanze, di prendere l’ascensore poichè potrebbe bloccarsi.

Durante un’alluvione vanno, inoltre, staccati gas e corrente: prima di riattivarli, passata l’emergenza, affidarsi ad un tecnico. Allo stesso modo, raccomanda il Ministero della Salute, non bisogna sostare vicino a fonti elettriche o “toccare impianti e apparecchi elettrici con mani o piedi bagnati”.

A causa di un’alluvione l’acqua del rubinetto può diventare non potabile, causando, pertanto, problemi di salute: “Prima dell'uso, assicurati che ordinanze o avvisi comunali non lo vietino” raccomanda il Ministero della Salute, che invita a bollire l’acqua o a consumare quella imbottigliata. A seguito di un’alluvione “germi e batteri” possono, infatti, “proliferare in casa, nell’acqua e nel cibo e provocare malattie gastroenteriche”. Il consiglio, pertanto, è quello di lavare accuratamente le mani e disinfettarle. Andranno disinfettati anche gli utensili usati per la preparazione del cibo, ricordandosi di eliminare quelli di legno in quanto non possono essere disinfettati.

“Dopo un’alluvione” raccomanda, in generale, il Ministero della Salute “vanno disinfettate tutte le superfici della casa, i mobili, gli oggetti e la biancheria. Tutto ciò che non può essere disinfettato va eliminato (materiali assorbenti come legno, carta, tela). Tutta la casa deve essere asciugata, anche con l'ausilio di termosifoni portatili, ventilatori, deumidificatori o condizionatori per evitare la formazione di muffe e funghi”. Muffe, funghi e macchie di umidità sulle pareti possono, infatti, causare problemi allergici o respiratori.

La Protezione Civile, dal canto suo, raccomanda, prima di utilizzare i sistemi di scarico, di verificare che reti fognarie, fosse biologiche e pozzi non siano danneggiati. In caso, invece, si sospettino, dovuti all’alluvione, sversamenti di carburanti e altre sostanze, questi, raccomanda il Ministero della Salute, vanno segnalati alle “autorità competenti”, non dimenticando, in caso di contatto, di lavare “accuratamente le parti del corpo contaminate” e di consultare un medico.

Dopo un’alluvione, avverte la Protezione Civile, non si deve transitare “lungo strade allagate” dove potrebbero esserci “voragini, buche, tombini aperti o cavi elettrici tranciati”. E attenzione andrà prestata “anche alle zone dove l’acqua si è ritirata” poichè “il fondo stradale potrebbe essere indebolito e cedere”.

Se durante un’alluvione, ricorda la Protezione Civile, è bene limitare l’uso del cellulare per “tenere libere le linee” facilitando, così, i soccorsi, ognuno, con “semplici azioni”, può contribuire a ridurre il rischio alluvione, rispettando l’ambiente e segnalando al proprio Comune “rifiuti ingombranti abbandonati, tombini intasati, corsi d’acqua parzialmente ostruiti” e tutto ciò che possa aumentare il rischio allagamento.   

 

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