Con l’eolico europeo si potrebbero soddisfare le esigenze energetiche dell’intero Pianeta

Il Vecchio Continente dispone di superfici idonee alla realizzazione di parchi. E non si dovrebbero sacrificare neppure le aree protette o quelle soggette agli altri tipi di restrizione. Ma esistono ancora dei problemi

Con l’eolico europeo si potrebbero soddisfare le esigenze energetiche dell’intero Pianeta
di Roberto Zonca

Vivere in un mondo pulito, in cui il petrolio ha un ruolo da non protagonista, è possibile già da oggi. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori coordinato da Peter Enevoldsen, dell’Università di Aarhus, in Danimarca. Lo scienziato, e il suo team, hanno infatti stimano che il 46 per cento del territorio europeo possa esser idoneo per la costruzione di parchi eolici. Quasi 5 milioni di chilometri quadrati che, da soli, potrebbero essere utilizzati per generare energia sufficiente a soddisfare le esigenze dell’intero Pianeta.

E’ vero, l’eolico non è una tecnologia totalmente ecosostenibile. I problemi indiretti, derivanti dalla costruzione di impianti di questo tipo, sono molteplici. A detta dei ricercatori varrebbe tuttavia la pena tentare di superare gli ostacoli, perché in palio c’è comunque una vittoria importante, un risultato che, nel complesso, salvaguarderebbe l’ambiente. L’equipe di ricercatori ha escluso dalle superfici utilizzabili i centri abitati, le aree destinate all’agricoltura e tutte quelle soggette a tutela ambientale, o sottoposte ad altri tipi di restrizione. Nello spazio adatto ai parchi si potrebbero costruire fino ad un massimo di 11,6 milioni di turbine eoliche, per una produzione pari a 52,5 Terawatt, un quantitativo di energia sufficiente a garantire il fabbisogno di elettricità dell’intero Pianeta fino al 2050.

In passato un tale risultato non era ipotizzabile, ma grazie alle nuove tecnologie si è riusciti a potenziare la potenza produttiva di ogni singola turbina eolica, portandola dai 2-3 Megawatt di qualche anno fa agli attuali 4,5 Megawatt. “E’ qualcosa di strabiliante”, evidenzia Enevoldsen, definendo quella che si pone di fronte agli europei come una sfida da cogliere, un’opportunità unica.

Non tutto il territorio europeo garantirebbe eguali potenziali. Tra gli attuali stati dell’Ue spiccano il Regno Unito e l’Irlanda, che da soli possiedono 81mila chilometri quadrati di terre grazie ai quali sarebbe possibile produrre 1 Terawatt dei 52 complessivi. “E’ alquanto improbabile si possano installare turbine per tutti e 52,5 Terawatt - ha evidenziato Enevoldsen -, ma quel che è importante è il fatto che ciò si può fare, e che, se non si produrrà energia per tutto il mondo, la si potrebbe comunque produrre almeno per l’Europa”.

Il ricercatore ha spiegato di non aver preso in considerazione, per il momento, l’energia elettrica ottenibile attraverso l’installazione di impianti eolici offshore, in mare. E’ chiaro che, in quel caso, i Paesi che si affacciano sul mare, come l’Italia, potrebbero esser importantissimi perché in grado di contribuire ulteriormente alla produzione di energia. L’Europa non è tuttavia il solo Continente che, a detta dello scienziato, deve impegnarsi per trovare delle soluzioni che rimuovano gli ostacoli che impediscono all’eolico di diffondersi. Un ruolo importante possono averlo anche Russia, Turchia e Norvegia. Lo studio, infatti, rivela che il più grande potenziale nel produrre energia eolica è presente proprio in questi stati extra Unione Europea.