Ex Ilva: diossine e PCB nel latte materno elevati a Taranto

Un biomonitoraggio ha riscontrato livelli di diossine e PCB più elevati a Taranto che in provincia, anche se in calo rispetto al passato

Ex Ilva di Taranto, tra i vari monitoraggi condotti negli anni c’è quello sul latte materno delle donne di Taranto e provincia per valutarne l’esposizione alle diossine e ai PCB o policlorobifenili, serie di 209 composti aromatici riconosciuti, a causa della loro scarsa solubilità in acqua e della loro resistenza alla degradazione, tra gli inquinanti più persistenti nell’ambiente con impatto sulla salute umana per la loro cancerogenicità e gli effetti sul sistema riproduttivo e immunitario.

Inquinanti nel latte materno © Enviromental Science and Pollution Research/Springer Link/bit.ly/2vtQb3m

Lo studio, commissionato dall’ex Ilva all’Istituto Superiore di Sanità e durato 3 anni, è stato condotto in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Taranto.

Le origini del biomonitoraggio

Il 4 agosto 2011 il Ministero dell’Ambiente aveva rilasciato una Autorizzazione Integrata Ambientale o AIA (DVA-DEC-2011-0000450) per l’esercizio dello stabilimento siderurgico, quindi oggetto del decreto di riesame del 26 ottobre 2012  (DVA-DEC-2012-0000547) dopo che un riesame era stato disposto d’ufficio con decreto direttoriale del 15 marzo 2012 (DVA/DEC/2012/54).

Ex Ilva a Taranto © Ministero Sviluppo Economico

Il decreto di riesame era corredato del Parere Istruttorio Conclusivo Intermedio del 19 ottobre 2012 della Commissione Istruttoria IPPC, la commissione per l’autorizzazione ambientale integrata. Tra le prescrizioni la 93 prevedeva la realizzazione di un biomonitoraggio per verificare l’eventuale presenza di diossine e PCB anche nel latte materno: “Il Gestore dovrà provvedere, entro 6 mesi dal rilascio del provvedimento di riesame dell’AIA, a realizzare un biomonitoraggio, concordandone le modalità con l’Ente di controllo. Le aree/quartieri da monitorare sono almeno i seguenti: Lido azzurro, aree adiacenti gli stabilimenti ex Sural-fonderie e S Provinciale 39, Statte (da concordare con il Comune competente), Paolo VI nei pressi dell’ospedale Moscati, Paolo VI – zona ipermercato, Tamburi, centro città, Mar Piccolo primo seno e secondo seno, Parco Cimino, Talsano (confine con quartiere Tramontone), San Donato, Lama, San Vito. Il biomonitoraggio dovrà avere le seguenti finalità: rilevare l’indice di biodiversità lichenica in riferimento agli inquinanti SO2 ed NOx; monitorare i licheni come bioaccumulatori di metalli; biomonitorare l’ozono mediante piante vascolari (per esempio Nicotiana Tabacaum); monitorare gli inquinanti organici persistenti secondo le indicazioni OMS-FAO, con verifica di PCDD/F, PCB nel latte materno, pesce, bovini/ovini, sangue materno e tessuti adiposi”.

Il decreto di riesame sarebbe stato recepito dal D. L. 207 del 3 dicembre 2012 racchiudente Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale, quindi convertito con modifiche dalla legge 231 del 24 dicembre 2012.

La Relazione di aggiornamento dello stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali dell’ex Ilva, redatta in conformità alla prescrizione 17 del decreto di riesame del 26 ottobre 2012, ricostruisce le fasi che hanno portato all’avvio del progetto di monitoraggio sul latte materno, con il contratto di ricerca fra ex Ilva e Istituto Superiore di Sanità firmato dal commissario straordinario ISS il 13 luglio 2015 e dai commissari straordinari ex Ilva, quindi inviato all’Istituto Superiore di Sanità, il 20 ottobre 2015; con l’ordine 18.899 del 3 novembre 2015 per il finanziamento allo studio emesso il 3 novembre 2015; con il protocollo operativo per procedere allo studio inviato dall’Istituto Superiore di Sanità all’Asl di Taranto l’8 aprile 2016.

Donne, donate il vostro latte   

Con apposita locandina la Asl di Taranto quindi annunciava uno studio di monitoraggio di diossine e PCB nel latte materno di donne residenti a Taranto, a Statte e nei comuni a più di 30 km da Taranto come Laterza, Ginosa, Castellaneta, Martina Franca, Manduria e Avetrana, invitando le donne alla prima gravidanza, quelle fra i 25 e i 40 anni, quelle residenti nelle zone di interesse da almeno 10 anni, quelle, infine, tra la quarta e l’ottava settimana di allattamento, a richiedere maggiori informazioni all’ostetrica e a partecipare allo studio contattando il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl tarantina.

Locandina progetto monitoraggio latte materno © Asl Taranto

Complessivamente sono stati raccolti 150 campioni di latte: 76 di donne residenti a Taranto e a Statte e 74 di quelle residenti nei comuni a più di 30 km dal capoluogo. Le donne “arruolate” tra i 25 e i 40 anni erano al loro primo parto e tutte residenti in zona da almeno 10 anni. Le concentrazioni di inquinanti, spiega l’Istituto Superiore di Sanità, sono risultate “più elevate” in maniera statisticamente significativa nelle donatrici di Taranto e Statte rispetto a quelle delle altre donatrici, con un aumento tra il 18 e il 38% a seconda delle sostanze considerate - diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili - pari al 28% dell’insieme delle sostanze ad azione diossina-simile.

Estrazione latte materno © Fotolia

“Lo studio che abbiamo realizzato in collaborazione con la Asl di Taranto” spiega la dottoressa Elena De Felip responsabile del reparto Esposizione Umana e Contaminanti Ambientali del Dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità “mostra che l’esposizione delle donne residenti nell’area urbana è superiore, in modo statisticamente significativo a quella delle donne residenti in provincia ed è sovrapponibile a quella riscontrata in studi simili in altre zone industrializzate presenti in Italia. Il confronto con i risultati di altri studi di biomonitoraggio effettuati negli anni precedenti a Taranto e provincia suggerisce, inoltre, che nel tempo ci sia stata una riduzione dell’esposizione a queste sostanze. Questi risultati sono stati ottenuti grazie al prezioso contributo dei colleghi della Asl di Taranto il cui impegno sul territorio è stato per noi determinante”.

Abbiamo parlato di:

Istituto Superiore di Sanità Website | Twitter

Dipartimento di Prevenzione – Asl Taranto Scheda

Asl Taranto Website

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Website | Twitter | Facebook

Reparto Esposizione Umana a Contaminanti Ambientali – ISS Scheda

Dipartimento Ambiente e Salute – ISS Scheda