Gambe gonfie, pesanti e doloranti: come contrastare i disturbi

Con il caldo a soffrire sono in particolare le gambe a causa dell’insufficienza venosa e fragilità capillare. L’importanza di un sano stile di vita

Gambe belle e in salute sono il sogno di tutte le donne. Con le alte temperature, tuttavia, le gambe soffrono, diventando gonfie e pesanti e pesanti diventano anche piedi e caviglie mentre a causa della cattiva circolazione si avvertono prurito e formicolio, segno di insufficienza venosa e fragilità capillare.

“Tali condizioni” spiega Assosalute, l’associazione nazionale farmaci di automedicazione di Federchimica “sono generalmente dovute a un ristagno di sangue nelle vene o di liquidi nei vasi linfatici che determina la comparsa dei sintomi. Essi si manifestano soprattutto la sera, specialmente al termine di una giornata faticosa, oppure quando si rimane seduti o in piedi per lungo tempo. Anche viaggiare per molte ore, costretti in una posizione scomoda, favorisce l’insorgenza del dolore e del gonfiore alle gambe che diventano più frequenti e fastidiosi proprio d’estate, quando le temperature e l’umidità favoriscono la dilatazione delle vene degli arti inferiori”.

A scatenare l’effetto gambe pesanti è anche la variazione ormonale che colpisce più le donne che gli uomini, in particolare le donne in gravidanza complici anche l’aumento di peso e la pressione esercitata dal bambino, spiega Assosalute, che ha, pertanto, pensato ad alcuni consigli per gambe leggere e in salute.

Movimento

L’attività fisica è amica della circolazione sanguigna. L’ideale è praticarla almeno 2 o 3 volte la settimana. Particolarmente consigliati sono jogging, bicicletta, trekking, quindi il nuoto che, oltre a tonificare la muscolatura delle gambe, spiega Assosalute, migliora la circolazione grazie al “massaggio naturale dell’acqua”. Evitare, quando possibile, l’ascensore e l’automobile, preferendole una camminata “di buon passo” almeno mezz’ora al giorno: “Camminare, infatti, favorisce il mantenimento di un buon ritorno venoso poiché si attiva la pompa muscolare che spinge il sangue verso il cuore.”

Passeggiata in bicicletta © PxHere

Stile di vita

Il sovrappeso è nemico dell’insufficienza venosa a causa di un più forte schiacciamento dei vasi sanguigni. Aiuterà, pertanto, una dieta equilibrata povera di grassi, ricca di frutta e verdura - in particolare rossa poiché “ricca di sostanze capillaroprotettrici” -, legumi e cereali che, spiega Assosalute, grazie alle fibre “aiutano il transito intestinale, combattendo il gonfiore”. Occhio agli alcoolici e, in particolare, al sale che “facilita il ristagno venoso e favorisce l’aumento della pressione, contribuendo a peggiorare i sintomi dell’insufficienza venosa”.

Frutta mista © 1zoom.net

Posizione

Una stessa posizione mantenuta a lungo peggiora l’insufficienza venosa. “Se si è impegnati in un’attività che costringe a stare a lungo fermi, in piedi” spiega Assosalute “il consiglio è di far lavorare le caviglie sollevandosi sulle punte, almeno per due minuti ogni ora. Se, invece, si rimane a lungo seduti, si dovrebbero sollevare le gambe almeno per un quarto d’ora, tre volte al giorno, oltre ad utilizzare una pedana poggiapiedi”.

Un errore, infine, è quello di accavallare le gambe, mentre il consiglio è “di abituarsi a fare due passi ogni tanto per riattivare la circolazione”.

Gambe accavallate © PxHere

Riposo

Riposare con le gambe sollevate favorisce la “risalita del sangue al cuore”, evitando la “stasi circolatoria”, spiega Assosalute che consiglia, ad esempio, di inclinare il letto o sollevare il materasso, ad esempio, collocandovi sotto un cuscino per far sì che “i piedi siano più alti rispetto al cuore”.

Cuscino contro le gambe gonfie © Amazon

Tacchi alti

Le scarpe con tacchi troppo alti, in particolare se indossate a lungo, ostacolano il ritorno venoso poiché non seguono la “curvatura naturale del piede”. Se non si vuole rinunciare ai tacchi, optare per un “tacco comodo e di pochi centimetri” spiega Assosalute che ricorda come le calzature, oltre a non soffocare il piede, non debbano essere né troppo basse né troppo alte. 

Tacchi alti © PxHere

Indumenti e calze elastiche

Ostacolano la corretta circolazione anche gli indumenti “troppo fasciati” poiché nel costringere l’addome, spiega Assosalute, causano il ristagno del sangue nelle gambe. Oltre a scegliere le giuste calzature e i giusti indumenti, aiuteranno la circolazione venosa le calze elastiche: “La compressione esterna sulla gamba, infatti, contrasta l’aumento della pressione all’interno delle vene” spiega Assosalute “e accelera il flusso del sangue nei vasi oltre a restringere le vene dilatate”.

Simulazione effetto calze a compressione graduata © Gramha

Idratazione

I liquidi sono importanti, Assosalute consiglia di berne in buona quantità durante la giornata, anche lontano dai pasti, per diluire il sangue, facilitandone, così, la risalita dalle gambe al cuore.

Acqua © Dreamstime

Doccia

Tra un bagno caldo e una doccia rinfrescante, aiuterà la seconda, questo perché il primo causa vasodilatazione, affaticando, spiega Assosalute, le pareti delle vene, mentre lavarsi con acqua corrente fresca o tiepida eserciterà “un’ottimale azione tonificante sulla circolazione”.

Doccia © PxHere

Massaggi

In caso di pesantezza e gonfiore delle gambe aiuteranno dei leggeri massaggi tanto quanto basta, spiega Assosalute, per dare sollievo e associandoli a un “getto di acqua tiepida”. Nessun beneficio apporteranno, al contrario, massaggi con azione “eccessivamente riscaldante”.

Cura delle gambe © Farmacia Galgani

Farmaci di automedicazione

Contro gambe gonfie e fragilità capillare aiutaranno anche i farmaci di automedicazione. Per un “sollievo immediato” Assosalute consiglia quelli in crema o gel. Ci sono, poi, i farmaci in polvere o sotto forma di capsule o compresse che contribuiscono a ridurre il gonfiore agendo su circolazione e capillari venosi che proteggono, rendendoli maggiormente elastici. Questi farmaci, spiega Assosalute, offrono, infatti, all’organismo sostanze capillaro-protettrici a base di diosmina, anche in associazione, o di flavonoidi come oxerutina, troxerutina, mirtillina o, ancora, a base di composti tripterpenici come escina, ippocastano e centella.

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