Gli italiani tagliano gli sprechi alimentari: l’indagine Coldiretti.

Gli italiani tagliano gli sprechi alimentari: l’indagine Coldiretti.

E’ un quadro positivo quello disegnato nell’ indagine condotta da Coldiretti e Ixe’ presentata ad Expo al convegno “Spreco alimentare: dalle parole ai fatti. Le ipotesi di legge per l'Italia e tutti i numeri dello spreco” il cui l’obiettivo è stato quello di fare proprio il punto sul risparmio di cibo. Uno scenario che racconta un paese che sempre più si prende a cuore le tematiche ambientali e che vede 6 italiani su 10 mettere in atto strategie per diminuire o annullare gli sprechi alimentari.

Si tratta di azioni quotidiane che vanno da una maggiore attenzione alle date di scadenza per ridurre così la quantità di cibo che viene buttato, al fare la spesa a km zero così che i prodotti possano durare più a lungo grazie al taglio della filiera e di conseguenza dei tempi di trasporto, o ancora al riutilizzo degli avanzi in cucina in modo da unire al risparmio anche la riscoperta di importanti tradizioni enogastronomiche italiane  che si basano proprio su recupero del cibo del giorno prima, basti pensare alla ribollita Toscana, ai canederli trentini, alla pinza veneta o alla frittata di pasta tipica delle regioni del sud.

Il contrasto allo spreco non si limita alle mura domestiche, gli italiani si dimostrano infatti più sensibili al tema anche quando vanno al ristorante e la doggy bag sta piano piano diventando un’abitudine diffusa. Secondo l’indagine indicativa on line condotta dal sito Coldiretti un italiano su tre, quando esce dal ristorante, non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi, anche se tra questi solo il 10 per cento lo fa regolarmente. Viene purtroppo ancora rilevata una quota importante di persone (24 per cento) che si vergogna di chiedere un pacchetto con gli avanzi al ristorante e li lascia sulla tavola. Per risolvere questo problema spesso sono gli stessi ristoranti ad attrezzarsi, proponendo di loro iniziativa al cliente di preparare vaschette con il cibo avanzato o le bottiglie di vino non finite, facendosi così promotori di un rispetto per il cibo che parte dagli esercizi commerciali.

Vengono inoltre sempre più spesso intraprese una serie di iniziative che insieme alla riduzione degli sprechi aiutano le persone meno fortunate: è il caso della raccolta e della distribuzione dei cibi avanzati nei ristoranti, nelle mense o nelle pizzerie ma anche di prodotti vicini alla scadenza offerti da negozi e supermercati, fattorie e mercati degli agricoltori.  Un’ esperienza che viene ripetuta settimanalmente dal padiglione “No farmers no party” di Expo che ha già donato tonnellate di cibo di alta qualità al Banco Alimentare in una azione di solidarietà alla quale hanno partecipato gli agricoltori della Coldiretti da tutte le regioni con l’offerta di olio extravergine di oliva, formaggi, vini, frutta, ortaggi e dolci.

Si potrebbe però fare molto di più: ogni italiano infatti, sempre secondo Coldiretti, in media ha buttato tra i rifiuti ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno. Per migliorare la situazione è importante intervenire sull’educazione alimentare in senso più esteso, facendo così in modo da sensibilizzare sempre più persone sul tema del cibo e della sua importanza, in accordo anche con i valori trasmessi dall’esposizione universale.

 

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