Il Parlamento Ue manda un monito alla Norvegia, “No alla caccia alla balena”

Il Parlamento Ue manda un monito alla Norvegia, “No alla caccia alla balena”

Sono stati uccisi quasi 14 mila esemplari dal 1986 e quest’anno sono aumentate le quote.

 “La Norvegia deve interrompa le sue attività commerciali legate alla caccia alla balena e l'Ue si assicuri che la carne del cetaceo non transiti nei suoi porti”. Suona deciso e senza mezzi termini, il monito del Parlamento dell’Unione Europea nei confronti della Norvegia. Lo hanno chiesto gli eurodeputati in una risoluzione approvata dalla plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo.

I membri dell’Assemblea Legislativa sottolineano che la moratoria del 1986 della International Whaling Commission sul commercio di carne di balena è ancora in vigore e che dall’epoca la Norvegia ha ucciso quasi 14 mila balene, stabilendo unilateralmente i propri limiti alla caccia. Quest’anno, in particolare, ha aumentato la quota da 880 esemplari a 999 mentre l'export di carne di balena è cresciuto negli anni recenti è cresciuto molto.

La caccia alla balena e ai cetacei di grandi dimensioni, viene compiuta attraverso navi e barche. Ha origini antiche, che risalgono almeno al 6000 a.C., ma si sviluppò soprattutto dal 1500 nell'Oceano Atlantico e dal 1800 nell'Oceano Pacifico. I baschi furono tra i primi balenieri commerciali, mentre tra i più numerosi furono gli statunitensi, dei quali il più famoso è di sicuro Herman Melville, autore del romanzo Moby Dick.

La caccia di solito procede con baleniere relativamente grandi (in tempi moderni, navi fabbrica) che lanciano scialuppe o altre navi più piccole che si avvicinano al cetaceo e lo colpiscono con un arpione (in tempi moderni, un arpione esplosivo). Quando che il cetaceo muore viene riportato alla baleniera e lì lavorato per separare il grasso e gli altri prodotti.

Nel 1800 il prodotto principale delle balene era il grasso, che veniva convertito in un olio utilizzato per le lampade, ma l'intero animale veniva utilizzato, compresi i fanoni, per corsetti, e l'olio fragrante del capodoglio per profumi. In tempi moderni l’utilizzo principale è la carne, un prodotto tipico di molte località con lunghe tradizioni baleniere, compresi il Giappone, l'Islanda, e molte popolazioni indigene negli Stati Uniti, nel Canada e in Norvegia.