Interferenti endocrini, i rischi quotidiani per la salute

Interferenti endocrini, i rischi quotidiani per la salute

Il problema degli interferenti endocrini è che sono dappertutto ed è difficile difendersi. La comunità scientifica mette in guardia: a lungo andare potrebbero aumentare il rischio di tumori. Si tratta di sostanze chimiche di vario genere capaci di alterare l’equilibrio ormonale degli organismi viventi, uomo compreso. Gli interferenti endocrini, infatti, mimano o modificano l’azione naturale degli ormoni influenzando negativamente diverse funzioni vitali quali lo sviluppo sessuale, la crescita, la riproduzione, il sonno e la fame, minando la salute.  
Il sistema endocrino è l’insieme di ghiandole e cellule che producono ormoni, quest’ultimi tramite la circolazione sanguigna raggiungono i tessuti e gli organi in ogni parte del corpo. Siccome molti tumori hanno una relazione con i sistemi ormonali, si è ipotizzato che gli interferenti endocrini possano avere anche un ruolo in alcune patologie tumorali.

L’interesse della comunità scientifica nei confronti dei possibili effetti sulla salute umana e sull’ambiente dovuti all’esposizione a interferenti endocrini è aumentato in questo ultimo decennio, a seguito di riscontri e studi prodotti, così si punta sulla prevenzione, informando e vietando l’utilizzo di alcune sostanze.

Dove si trovano
Gli interferenti endocrini si trovano nel terreno, nell’acqua, nell’aria e anche in alcuni alimenti.
Secondo la lista stilata dall’Unione Europea, le fonti principali sono:

- gli idrocarburi policiclici aromatici: presenti nei gas di scarico, nel fumo di sigaretta, nella carne alla griglia e nei cibi affumicati;

- il benzene: si può formare nei gas di scarico e nelle sigarette, negli incendi boschivi e nei residui agricoli;

- la diossina: si sviluppa nella combustione dei rifiuti, soprattutto plastici, e arriva sulle nostre tavole con alimenti contaminati, tra cui il burro, i pesci grassi, il latte e i latticini;

- gli ftalati: si trovano nel PVC, nei cartoni per cibo da asporto, negli smalti per unghie, negli adesivi e nelle vernici;

- il perfluorato: è presente nelle materie plastiche, nella carta, nelle fibre tessili e nei pellami, nelle schiume antincendio, nei cosmetici e negli articoli casalinghi;

- il bisfenolo A: si può trovare in giocattoli, bottiglie, attrezzature sportive, dispositivi medici e odontoiatrici, lenti per gli occhiali, supporti ottici, elettrodomestici, caschi di protezione, rivestimento di lattine per alimenti e bevande;

- l’octilfenolo e il nifenolo: ne sono state trovate tracce in alcuni tipi di pesce pescato nel Mar Tirreno; è presente nei detersivi, nei prodotti di pulizia eliminati con le acque di scarico, nei cosmetici;

- gli alchilfenoli: presenti in shampoo, cosmetici, spermicidi, detergenti, prodotti ortofrutticoli o confezionati in plastiche e pellicole;

- la tributiltina: si trova in pesticidi, conservanti per il legno e i tessuti, sistemi di condizionamento dell'aria;

- l'acido perfluoroctanico: presente in teflon, pentole e padelle anti-aderenti.

Cosa fare
È impossibile non entrare a contatto con gli interferenti endocrini, ma stili di vita consapevoli possono limitarne l’esposizione. Il ministero dell’Ambiente ha elaborato un decalogo per ridurre i rischi e quindi la vulnerabilità dell’organismo.

1 Non riutilizzare i contenitori monouso in plastica per gli alimenti.

2 Limitare l’uso di padelle e pentole antiaderenti se il rivestimento interno è deteriorato.

3 Utilizzare la carta oleata o la pellicola a contatto con gli alimenti seguendo solo le indicazioni riportate sull’etichetta della confezione.

4 Durante la cottura degli alimenti ventilare adeguatamente la cucina e accendere la cappa aspirante.

5 Limitare ogni forma di combustione negli ambienti chiusi, soprattutto di sigarette, sigari, pipa, candele e incenso e provvedere a un adeguato ricambio dell’aria;

6 Sostituire gli involucri usurati degli oggetti imbottiti con schiuma (materassi, sedili di auto e così via).

7 Limitare l’utilizzo di capi di abbigliamento trattati con idrorepellenti e antimacchia.

8 Evitare di mangiare cibi con parti bruciate come spesso accade nella cottura alla brace della carne e del pesce e nelle pizze e ridurre il consumo degli alimenti affumicati a caldo.

9 Evitare prodotti fabbricati con PVC morbido nell’acquisto di oggetti per l’arredo della casa e dell’ufficio.

10 Evitare ambienti polverosi chiusi, in casa effettuare un’adeguata e periodica pulizia.

Abbiamo parlato di:

Ministero dell’Ambiente: website