L'orrore che si nasconde dietro il morbido filato di mohair

Zara, H&M, Gap e Topshop, noti brand di moda, promettono di interrompere la vendita di capi d’abbigliamento prodotti con mohair, la fibra ricavata dal manto della capra d’angora, dopo aver visto un’investigazione fatta da PETA negli allevamenti del Sud Africa.

Immobilizzate e indifese, le capre gridano dalla paura e se provano a reagire vengono sottomesse nel modo più brutale. Dopo la tosatura gli animali vengono gettati sul pavimento e trascinati per le zampe dagli operai.

Sono immagini drammatiche quelle pubblicate da PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) che in un’investigazione sotto copertura mostrano gli orrori di 12 allevamenti in Sud Africa dove le capre d’angora vengono sfruttate per la produzione di maglioni, cappotti, sciarpe in mohair, una fibra molto gettonata per via della sua lucentezza. 

Le capre spesso vivono tra le feci e per pulire il pelo vengono gettate in una vasca d’acqua gelata e spinte con la testa giù. I dipendenti sono pagati a cottimo, più capre tosano e più guadagnano, per cui non si fanno nessun tipo di scrupolo. “Tutto ciò li motiva a lavorare in modo rapido e svogliato, mentre le capre sanguinano dal muso e dalle orecchie. A volte tagliano strisce di pelle e perfino le mammelle, poi li ricuciono in modo rozzo e le lasciano li, senza alcun tipo di sollievo per il dolore. Molte capre sono state sottoposte a mutilazione delle orecchie con una pinza che causa un intenso dolore che le fa urlare terribilmente”, si legge nell’investigazione.

Durante l’investigazione, un contadino ha affermato che almeno il 25% delle capre muoiono prima della prima tosatura, che di solito si verifica quando hanno 6 mesi. La tosatura non fa bene alle capre. Molti agricoltori hanno ammesso che gli animali muoiono perché troppo esposti al vento, al freddo e alla pioggia. “Un uomo ha detto che in un solo fine settimana, 40mila capre sono morte per esposizione in tutto il Sudafrica; un altro ha affermato che fino all'80% delle capre muore dopo essere state tosate in alcune fattorie. Altre capre muoiono per le ferite o di sete perché non riescono più ad alzarsi dopo la rottura della spina dorsale. Ma i dipendenti pur di guadagnare arrivano a tosare anche i cadaveri".

Zara, H&M, Gap e Topshop dopo la pubblicazione dell’investigazione promettono di non commercializzare più capi fatti con mohair, ma tutto ciò non avverrà in pochi giorni. H&M, sta lavorando per rintracciare tutti i suoi prodotti venduti in 4700 dei suoi negozi. "La produzione di mohair è difficile da controllare quindi abbiamo deciso di vietare la fibra di mohair dal nostro assortimento entro il 2020", ha scritto Helena Johansson, portavoce di H&M group.

Stessa dinamica per Zara, Gap, Topshop e altri brand non commercializzati in Italia che, ricordiamolo, avevano già vietato la vendita di pellicce di coniglio dopo che PETA aveva diffuso video degli operai in Cina che strappavano la pelliccia a mano dai coniglietti.

 

Dominella Trunfio

GreenMe.it

Photo credits Peta.org