La mafia si trucca di verde

Fotovoltaico e biomasse nel mirino della procura nazionale antimafia. Se ne parla in due capitoli, “Infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore agricolo” ed “Ecomafia”, della relazione annuale. Per quanto riguarda il fotovoltaico, la procura guidata da Franco Roberti segnala “il distorto sfruttamento degli incentivi relativi alle energie alternative”. In particolare, si legge ancora nel capitolo elaborato dal consigliere Maurizio De Lucia, “le organizzazioni mafiose si sono dimostrate in grado di intercettare gli investimenti destinati a tale settore strategico della vita economica nazionale ricorrendo al controllo del territorio ed alla capacità di gestire terreni naturalmente destinati all’agricoltura ed invece utilizzati per la posa di pannelli fotovoltaici, in questo caso con considerevoli danni all’ambiente”.

L'agire della mafia è quello classico. “Capace – sottolinea la procura – di persuadere il proprietario del terreno a cederlo all’organizzazione stessa perché vengano istallati i pannelli fotovoltaici”. Le conseguenze sono evidenti e richiedono interventi urgenti. “Vi è il rischio dello sfruttamento mafioso di uno strumento importante per lo sviluppo futuro del Paese, rispetto al quale si deve segnalare l’opportunità di un monitoraggio costante, che tenga in particolar conto sia il mutamento della titolarità dei terreni sui quali si chiede di installare i pannelli, sia il tracciamento dei denari che riguardano l’intera operazione”.

Non meno preoccupata è l'analisi del settore delle energie da biomasse. Per queste si parla di “nuove frontiere che vedono i rifiuti entrare nel campo delle energie alternative nell’ottica di quella che può definirsi la ‘criminal soft economy’, ove interagiscono brokers dei traffici di rifiuti e ‘sviluppatori’ di pratiche ed attività riguardanti le relative installazioni”. Due le potenziali attività criminose indicate nel capitolo elaborato dal consigliere Roberto Pennisi. “Truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e della Comunità Europea, tramite svariati falsi tendenti a trarre in inganno gli organismi di controllo e i soggetti deputati alle erogazioni dei benefici pubblici”; “frodi nelle pubbliche forniture (di energia elettrica immessa in rete) in tutte quelle tipologie di inadempimenti ai contratti stipulati con la parte pubblica (società di gestione dell’energia) relativamente a quei combustibili non eco-compatibili (ad es. l’incenerimento di matrici di rifiuti non conformi alle autorizzazioni ambientali, e/o biomasse mescolate con rifiuti, anche pericolosi)”.

Insomma mafiosi, truffatori e inquinatori dietro una bella verniciata di verde.