Luci di ritorno, il recupero delle lampadine esauste

Luci di ritorno, il recupero delle lampadine esauste

Lo sapevate? Anche in Italia le lampadine esauste, come gli elettrodomestici di piccola taglia, si possono restituire agli esercizi commerciali (con superficie di vendita per queste apparecchiature di almeno 400 mq) senza acquistare prodotti equivalenti. È la sfida dell’uno contro zero: quella che rilancia la nuova direttiva europea sui rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) appena recepita dal Parlamento italiano. Non solo.

"La normativa modifica i criteri e innalza i limiti del recupero: il volume dei rifiuti hi-tech non sarà più espresso in kg/abitante ma in rapporto alla quantità di prodotti tecnologici immessi sul mercato nei tre anni precedenti", spiega Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp, il consorzio leader nella raccolta delle sorgenti luminose. Così per il 2016 è stata fissata la quota del 45% (ogni 100mila tonnellate di dispositivi venduti i produttori dovranno recuperarne 45mila) che salirà nel 2019 al 65%, in altre parole l’Italia dovrà passare dall’attuale media pro-capite dei 4,2 Kg ai circa 7,5 del 2016 per arrivare intorno ai 10 Kg/ab. nel 2019.

"È una scommessa importante, nel segno della green economy, che si può vincere soltanto attraverso la collaborazione fra i diversi protagonisti della filiera, vale a dire i produttori, i rivenditori e i cittadini", spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente. "Per questo abbiamo pensato di coinvolgere tutti i soci di Legambiente e i lettori di Nuova Ecologia in una un’inchiesta collettiva sull’applicazione della nuova normativa. Come? Proponendo loro di diventare “clienti misteriosi” e inviando alla nostra redazione, con un semplice sms o un’email, l’indirizzo dei negozianti che accettano di buon grado i dispositivi fuori uso per indirizzarli al corretto smaltimento. Con l’obiettivo di realizzare una mappa collaborativa, consultabile online, con i “negozianti amici dei Raee” presenti in tutta Italia".

Regioni riciclone. Gli italiani d’altro canto si dimostrano sempre più sensibili all’argomento. Basti dire che, sempre secondo Ecolamp, la raccolta di lampadine a basso consumo ha segnato lo scorso anno un ottimo +16% con oltre 1.905 tonnellate recuperate sull’intero territorio nazionale. "La regione più “riciclona” è stata la Lombardia, dove nel 2013 sono state raccolte 615 tonnellate di sorgenti luminose – riprende D’Amico – Insieme a Piemonte e Veneto rappresenta in valore assoluto l’eccellenza nella raccolta delle lampadine: da sole queste tre regioni coprono il 54% del totale nazionale". Ma la raccolta cresce un po’ ovunque, a partire dal Molise con il 306% in più rispetto al 2012. E anche dove il dato, per ragioni strutturali, è in controtendenza si assiste a un’evidente disponibilità dei cittadini a comportarsi correttamente: in Calabria, dove il recupero scende da 8.333 a 6.289 kg, cresce il conferimento delle famiglie verso le isole ecologiche che tocca quota + 153%. "È la conferma del lavoro di sensibilizzazione che abbiamo realizzato durante gli anni intorno a un segmento che rappresenta il 36% dell’intera raccolta Ecolamp – aggiunge D’Amico – E adesso la scommessa è interpretare al meglio la nuova direttiva per centrare obiettivi ancora più ambiziosi".

Salto di qualità. Certo, il salto di qualità richiede qualche perfezionamento. Dal test che Nuova Ecologia aveva realizzato nel dicembre 2012 era emerso come soltanto quattro punti vendita su 12 nella grande distribuzione di Bari, Milano e Roma accettavano le lampadine di ritorno al momento di un nuovo acquisto. A breve dovranno ritirare le sorgenti luminose esauste senza che il cliente ne compri di nuove. Il settore distributivo sarà all’altezza? "I cittadini sono le migliori sentinelle sul rispetto dell’ambiente, sul funzionamento dei servizi e sull’applicazione delle regole – conclude Rossella Muroni – Per questo chiediamo il loro aiuto, sarà di stimolo a fare meglio e orientare l’intero sistema".

E a fine anno vedremo quali sono le rivendite più “riciclone” raccontandole, con tanto di verifiche sul campo, sulla nostra rivista.