Ma quale polemica, i piccioni allevati si possono mangiare. Però un appunto a Masterchef lo farei

Ma quale polemica, i piccioni allevati si possono mangiare. Però un appunto a Masterchef lo farei

Essere nati in un allevamento o in natura fa la differenza. Almeno per la legge che protegge i piccioni, di campagna come di città. Ma non evita a quelli fatti nascere apposta per essere uccisi, negli allevamenti, di finire in casseruola. Così è presto risolta la denuncia legale annunciata contro Chef Cracco per aver cucinato un piccione, in una recente puntata di Masterchef. Non si poteva pensare che gli autori di una trasmissione televisiva di successo sarebbe cascati su un errore formale  del genere.

Rimane invece, non denunciabile legalmente ma moralmente sì, che Masterchef sia una continua esaltazione, all’ennesima potenza, del consumo di carni e pesci, non riflettendo così l’evoluzione in corso nella società e nella ristorazione che punta sempre di più sugli alimenti vegetali. E che proponga, come successo proprio giovedì scorso nella semifinale, alimenti animali provenienti dall’estero la cui produzione è vietata, per legge, in Italia da più di dieci anni. Mi riferisco al foie gras, cioè al fegato d’anatra o di oca ottenuto ancora specialmente in Francia, Belgio, Ungheria, con la tortura dell’ingozzamento forzato e della malattia indotta di steatosi epatica, ormai condannata dai più. E’ di questi mesi una campagna che si può sottoscrivere online per convincere la Grande Distribuzione italiana che ancora lo commercializza.

A Masterchef un modesto invito. Perché almeno una volta, una, non fare nella prossima edizione una puntata dedicata alla scelta vegana? Il successo è testimoniato anche da Crozza che venerdì scorso ha impersonificato uno degli Chef Veg più importanti, Simone Salvini. Per poter far capire, anche ridendoci addosso, che non mangiare animali e loro parti (legale o meno che sia) fa bene a tutto e a tutti.