Orticola 2016: l'incanto dei fiori che ha colorato Milano

La “capitale” italiana della finanza si è tinta di colori: ha preso il via Orticola Lombardia, la mostra mercato dedicata ai fiori, alle piante e ai frutti insoliti, che ha visto la presenza di oltre 160 espositori vivaisti fino all’8 maggio.

La kermesse arrivata alla XXI edizione aveva l’obiettivo di promuovere la cultura italiana del giardino. Il tema di quest’anno è stato il “giardino contenuto”, inteso sia come fiori e piante coltivate in vaso, sia come aree verdi di piccole e medie dimensioni, piccoli appezzamenti, terrazzi e balconi.
Largo spazio quindi ai produttori e ai paesaggisti nazionali per allestire i Giardini pubblici Indro Montanelli - dove si svolge Orticola - e la fontana. Quest’area verde urbana è stata ricoperta da fiori e piante verdi, ma anche dalle materie prime nostrane, come la terracotta o il marmo, con cui erano costruiti i grandi vasi e le fioriere del passato.
Ad arricchire la manifestazione c’è poi la singolare sfilata di cappelli fioriti, per lo più indossati dalle signore, che passeggiano per Orticola con outfit primaverili dove il pezzo forte è dato dai copricapo che rinnovano ogni anno.

Ma non può esserci bellezza senza arte. Non a caso accanto alla fontana si incontra il bambù e una delle sue principali interpreti, Alison Grace Martin, artista che sperimenta le forme e le geometrie in natura. Nelle sue opere ricorrono sfere, cerchi, stelle, spirali geometriche in composizioni che l’hanno portata negli ultimi anni a esporre a Trento, Amsterdam e Seattle.
A seguire Nicola Zamboni, scultore nato a Bologna nel 1943, che stupisce con il rame, metallo duttile, ma allo stesso tempo, solido e forte, così come le creazioni di Zamboni a forma di foglie che sembrano prendere il volo verso l’alto.Le sue opere pubbliche sono disseminate lungo lo Stivale, mentre disegni, bozzetti e sculture si trovano in collezioni private in Italia, Spagna, Vietnam, Germania, Argentina, Guinea Equatoriale, Cuba, Messico, Francia.
In ultimo, attira l’attenzione Marco Nones, svizzero, amante dell’Italia che offre ai visitatori “Radicati liberi” la sua opera esposta al Mart di Rovereto. L’installazione, alta quattro metri è un cono, composto da rami e radici di alberi che invita a sollevare lo sguardo verso il cielo, ma suggerisce di farlo con radici ben salde. L’esclusività e la particolarità delle sue opere gli hanno consentito di poter esporre, nel corso degli anni, in mostre e location importanti, fra cui Lugano, Genova, Roma, Milano, Venezia, Vienna, Praga.

Arte, cultura, fascino, tradizione e innovazione sono dunque le protagoniste della mostra mercato su fiori e piante più importante della Lombardia.

 

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