Resistenza agli antibiotici: l’importanza di lavarsi le mani

Resistenza agli antibiotici: l’importanza di lavarsi le mani

Il buon senso ci salverà: lavarsi le mani e assumere gli antibiotici rispettando dosi e tempi indicati dal medico sono le uniche vie d’uscita per far fronte alla problematica della resistenza a questi farmaci.


Negli anni a causa dell’abuso della loro assunzione si è arrivati ad avere dei batteri che presentano naturalmente oppure hanno acquisito nel tempo meccanismi che gli permettono di difendersi, sopravvivere e moltiplicarsi anche in presenza degli antibiotici, di conseguenza curare alcune patologie infettive sia negli uomini sia negli animali potrebbe essere sempre più difficile. Affinché la loro efficacia contro le malattie innescate dai batteri rimanga inalterata tutti devono farne un uso corretto e responsabile.


“I batteri resistenti vantano nel proprio corredo genico dei geni che permettono lo sviluppo di specifici meccanismi che rendono inefficaci i farmaci antibiotici verso cui sono resistenti. Ma non finisce qui. Il rischio correlato all’antibiotico-resistenza è legato anche a microrganismi definiti commensali, che colonizzano normalmente la cute, le mucose e l’apparato intestinale dell’uomo e degli animali. Se sottoposti a pressione selettiva dovuta all’uso di antibiotici, anche i batteri commensali possono sviluppare resistenza e in seguito scambiare il proprio materiale genetico con altri microrganismi, persino di specie diversa, amplificando la trasmissione delle resistenze”, si legge nel recente opuscolo Appunti di Scienza dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, dedicato all’argomento.


Bisogna quindi stare attenti alla somministrazione umana, ma anche animale e al rilascio nell’ambiente di residui di questi medicinali che contaminando acqua, suolo e vegetazione contribuiscono a selezionare batteri resistenti.

Che fare

Gli antibiotici sono medicinali efficaci solo nel contrastare malattie causate da batteri, al contrario sono inutili per curare infezioni virali, come ad esempio raffreddore o influenza. Nonostante “antibiotici senza ricetta” sia tra le ricerche più frequenti su Google collegate a questo argomento, vanno assunti dietro prescrizione medica e seguendo le indicazioni su dosaggio, tempistica e durata della terapia.
“Qualora dovessero avanzare delle dosi di medicinale, non vanno assunte senza aver consultato prima il dottore, neanche se pensiamo di avere un’infezione batterica simile alla precedente. Poiché alcune malattie infettive pur essendo provocate da microrganismi differenti presentano sintomi simili, solo il medico potrà valutare l’eventuale necessità di intraprendere la terapia antibiotica e il tipo di antibiotico da assumere”, si legge in una nota del Ministero della Salute.

Come prevenire

Per prevenire o limitare la diffusione delle infezioni, oltre all'uso responsabile degli antibiotici, bisogna adottare comportamenti adeguati. Il primo passo è lavarsi le mani, ricettacolo di germi, alcuni dei quali risiedono normalmente sulla cute senza creare danni, altri invece sono responsabili di infezioni e malattie.
Acqua e sapone devono essere i nostri migliori amici prima di toccare gli alimenti, cucinare e mangiare, ma anche prima di togliere le lenti a contatto, quando utilizziamo i servizi igienici, dopo aver viaggiato sui mezzi pubblici, dopo aver maneggiato la spazzatura o essere stati a contatto con animali.


Precauzioni che vanno messe in pratica anche in occasione di viaggi all’estero: per esempio, studi recenti hanno dimostrato come in certe aree dell’Asia e del Sud Est asiatico il turista entri spesso in contatto con microrganismi multiresistenti e come esista il rischio che, una volta rientrato nel consueto ambiente domestico o lavorativo, possa trasmettere questi microrganismi ai familiari o alla comunità.

Sul fronte animale

Gli animali da compagnia non sono immuni da un uso inappropriato o indiscriminato di antibiotici, che vanno somministrati rispettando alla lettera le prescrizioni del medico veterinario, stesso discorso nel caso degli allevamenti intensivi, dove è importante rispettare le prescrizioni del veterinario, ma per ridurre le quantità di antibiotici è fondamentale elevare gli standard di benessere e di biosicurezza.


L’European Medicines Agency rileva a livello europeo, un calo del ricorso agli antibiotici nel periodo 2011-2015, però nel 2015 l’Italia si è posizionata come terzo Paese europeo, dopo Spagna e Cipro, per quantità di antibiotici veterinari venduti.

 

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