Ritratti di popoli indigeni nel calendario 2018 di Survival International

We, the people, il calendario 2018 di Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ha come protagonista della copertina, scatto di Timo Heiny, un giovane indigeno Samburu del Kenya, che, lancia in mano, osserva da un’altura la propria terra, quasi a volerla proteggere con lo sguardo.

Ancora oggi i popoli indigeni del pianeta sono, infatti, a rischio, vittime di soprusi, violenze, vessazioni, con le loro terre che fanno gola a compagnie minerarie, costruttori di dighe, disboscatori, lobby della conservazione e del turismo, in particolare safaristico. Survival International, che si batte per i loro diritti, è, infatti, nata nel 1969 dopo la pubblicazione sul Sunday Times Magazine di Genocide, reportage di Norman Lewis con fotografie di Donald McCullin sul genocidio degli indiani brasiliani.

Il calendario di Survival International è, pertanto, un invito a conoscere popoli sconosciuti ai più e il cui unico desiderio è poter vivere pacificamente nelle loro terre: “Dai ghiacci artici alla savana africana, le fotografie selezionate raccontano il profondo legame che unisce i popoli indigeni alle loro terre anche nei momenti di lavoro, di svago o di socializzazione”, spiega Survival International.   

Il calendario, che raccoglie le immagini vincitrici di un concorso fotografico aperto a fotografi professionisti e dilettanti, è, infatti, un omaggio al potere della fotografia come “importante mezzo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui popoli indigeni, sulle loro vite e sui loro problemi”. “Nella nostra lotta per i diritti dei popoli indigeni le fotografie sono sempre state fondamentali” così, Stephen Corry, antropologista, attivista dei diritti dei popoli indigeni e direttore generale di Survival International. “Siamo felici di aver visto partecipare così tanti fotografi, e speriamo che le loro immagini ci aiutino a motivare le persone ad aderire alla nostra missione e al movimento in difesa dei loro diritti”.

Tra gli scatti ci piace ricordare quello, emblematico, di Segundo Chuquipiondo Chotam che ritrae un uomo asháninka mentre assiste alla devastazione della propria foresta, in Perù. Uno scatto che ricorda l’impegno dei popoli indigeni per la natura e la custodia dell’ambiente e proprio per questo minacciati, se non quando uccisi, da chi vede in loro un ostacolo ai tanti, inconfessabili business.

 

Abbiamo parlato di: 

We the people, 2018 – Calendario Survival International Scheda

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Norman Lewis-Donald McCullin, Genocide Reportage