Segnali di riscatto, la Reggia di Carditello è tornata allo Stato

Segnali di riscatto, la Reggia di Carditello è tornata allo Stato

Dopo dieci aste andate deserte finalmente lo scorso 9 gennaio la Reggia borbonica di Carditello, a San Tammaro (Ce), è tornata fra i beni dello Stato: costo dell’operazione 11,5 milioni di euro. Una bella notizia per tutti gli italiani e per il nostro patrimonio storico artistico, un punto a favore della nostra cultura e della legalità, messo a segno grazie all’impegno del ministro Bray. Per il recupero del sito il ministro ha inoltre messo a disposizione 3 milioni di euro, necessari ai primi restauri, e ha promesso una fondazione con i ministeri dei Beni culturali, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, enti locali e associazioni impegnate sul territorio per la sua gestione. 

La Reggia di Carditello è un prezioso complesso architettonico neoclassico, destinato originariamente alla caccia e all’allevamento di cavalli e poi su volere di Ferdinando IV di Borbone tramutato in fattoria modello per la coltivazione del grano e per l’allevamento di razze pregiate di bovini e cavalli. Immersa in una vasta tenuta ricca di boschi, pascoli e terreni, per la sua bellezza possedeva il titolo di “Reale Delizia”. Non a caso fu progettata e costruita dall’architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore del grande Luigi Vanvitelli.

Mortificata da secoli di degrado e abbandono, la proprietà della tenuta di Carditello era finita al consorzio di bonifica del Basso Volturno, ente regionale da anni in una pesante situazione finanziaria. Tanto che la banca creditrice, l’ex Banco di Napoli oggi gruppo Banca Intesa, s’è vista costretta ad avviare la vendita all’asta del patrimonio in cui era compresa anche la Tenuta di Carditello, al prezzo base di 20 milioni.

Proprio per salvare dal degrado questo complesso, e dare il segno della presenza dello Stato in un territorio difficile dal punto di vista del lavoro, della tutela dell’ambiente e della lotta alla criminalità, seguivo da tempo la vicenda di Carditello e lo scorso aprile avevo presentato un’interrogazione al ministro Bray chiedendo che si tutelasse la Reggia acquisendola a patrimonio del ministero. Da Bray è arrivata una risposta nei fatti, la migliore possibile, alla mia interrogazione.

Per chiudere il caso Carditello con un lieto fine è ora necessario avviare un piano per il rilancio del sito che ne permetta una fruizione turistica e scientifica. Sarebbe anche un’opportunità per creare ricchezza e occupazione e un segnale di riscatto per un territorio duramente colpito dalla presenza della criminalità organizzata.