Spenta e stanca, quando l’inquinamento invecchia la pelle

Anche la pelle soffre a causa dell’inquinamento ambientale. L’ha capito la scienza e l’hanno capito anche le case cosmetiche

L’inquinamento colpisce anche la pelle, che soffre a causa dei tanti inquinanti che impregnano l’aria: fumo di sigaretta, polvere, gas di scarico, smog, sporcizia. L’ha capito la scienza e l’hanno capito anche le case cosmetiche che negli ultimi tempi si sono focalizzate, complici studiate campagne di marketing, su prodotti anti-inquinamento su cui, comunque, manca ancora la necessaria chiarezza: “In un prossimo futuro” osserva, infatti, il professor Leonardo Celleno, dermatologo e presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia “dovranno essere chiarite alcune caratteristiche dei prodotti anti-inquinamento in cosmetica: che tipo di protezione dall’ambiente si vuole ottenere, su quale tipo di inquinamento si vuole intervenire, quali tecnologie e quali ingredienti saranno particolarmente efficaci allo scopo, quali test/studi, protocolli, potranno essere utilizzati per dimostrarne l’efficacia, oltre ovviamente alla sicurezza”.

Combustibili fossili sul banco degli imputati

Se la pelle soffre a causa degli inquinanti, complici sono, in particolare, industrializzazione, uso “crescente” dei combustibili fossili, “elevati livelli” di “emissioni veicolari”, incendi e incidenti nei luoghi di stoccaggio dei rifiuti, una tipologia di inquinamento capace di raggiungere i livelli epidermici, causando il decadimento della pelle. “L’esposizione al particolato ambientale contribuisce all’invecchiamento precoce della pelle” spiega il professor Celleno, che ricorda come la materia particolata - PM - riesca a penetrare nella pelle attraverso i follicoli piliferi, scatenando, via recettori specifici, il cosiddetto aging cutaneo, ossia l’invecchiamento della pelle. Tempo fa uno studio rivelò, ad esempio, come in donne che vivevano in aree urbane con alti livelli di inquinamento si fosse registrato un aumento del 22% di macchie pigmentate, lentiggini, e la comparsa di rughe significativamente profonde.

I danni dello smog   

Particolarmente dannosa per la pelle è la costante esposizione allo smog, una condizione che favorisce la proliferazione, in particolare, di radicali liberi: “Le conseguenze per la pelle sono molteplici: accumulo di sporco che ingloba sostanze nocive, invecchiamento precoce, disidratazione, desquamazione, maggiore predisposizione a irritazioni, allergie e dermatiti in generale, comparsa di macchie, aspetto spento e grigiastro. Una volta alterato il film idrolipidico, tutte le sostanze endogene penetrano più facilmente attraverso l’epidermide, esponendo la struttura cutanea a rischi maggiori” spiega il professor Celleno, che ricorda come gli “individui con pelle sensibile” siano particolarmene suscettibile al problema.

Pulizia della pelle, scudo contro gli agenti inquinanti

Per proteggere la pelle dagli agenti inquinanti, al di là tanti prodotti di nuova concezione ormai sul mercato, la pulizia rimane, comunque, il metodo ideale: “Oltre alla protezione solare per evitare la sinergia negativa tra UVA e agenti dannosi” così, il professor Celleno “in realtà un’azione anti-inquinante è alla portata di tutti: è la corretta detersione, che ha come primo compito proprio la rimozione dei residui di tossici ed inquinanti, nel modo più fisiologico possibile. Quest’atto cosmetico, a volte considerato banale, in realtà è la prima vera difesa nei confronti degli inquinanti ambientali”.

 

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