Stop del Ministero della Salute a chi sconsiglia la scelta vegana nelle mense scolastiche

Stop del Ministero della Salute a chi sconsiglia la scelta vegana nelle mense scolastiche

“Iniziative di Regioni che impropriamente sconsigliano la scelta vegetariana e vegana e di Comuni che richiedono certificazioni mediche o comunque un’assunzione di responsabilità supplementare alle famiglie che scelgono l’alimentazione vegetariana o vegana, sono in contrasto con quanto stabilito dalle Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica sottoscritte sei anni fa anche da Regioni e Comuni, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che recitano testualmente: Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori.

E’ quanto afferma una Nota della Direzione Generale per la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, diffusa ieri a compimento dell’impegno preso dal Sottosegretario De Filippo il 12 aprile alla Camera, in risposta a un’interrogazione della deputata Beatrice Brignone fatta presentare dalla LAV a seguito di ricerche e segnalazioni dell’associazione animalista che con la Campagna Cambiamenu fa conoscere i benefici morali, nutritivi, sociali della scelta vegana.

E’ una vittoria del buon senso, proprio nel giorno della ridicola manifestazione pro-carne #bisteccheallariscossa, a favore di un consumo sconsigliato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che in Italia supera gli 83 chili pro capite l’anno ai quali vanno aggiunti 218 uova, 60 litri di latte e formaggi, pesci e altri abitanti dei mari.

Chi sceglie a scuola un’alimentazione priva di sofferenze per gli animali, ormai riconosciuta come valida da grandi e ufficiali organismi scientifici, ne ha diritto come a Senigallia (Ancona) o a Laives (Bolzano) dove sono in corso delle vertenze proprio in queste settimane, inoltre sono illegittime le anacronistiche e infondate Linee Guida di Regioni come l’Emilia Romagna che suggeriscono agli operatori scolastici di sconsigliare la scelta vegana e non è necessaria alcuna certificazione medica o consenso informato supplementari ancora previsti illegittimamente da città come Torino, Parma, Bologna e Ferrara. A Milano e La Spezia, per esempio, il diritto delle famiglie vegane - che pagano il servizio mensa tanto quanto le altre – è riconosciuto senza lacci e laccioli, in ottemperanza delle Linee Guida nazionali sottoscritte, appunto, anche dai Comuni e in vigore da ben sei anni.