Tesori botanici: le piante simbolo delle 20 regioni italiane

Un’iniziativa della Società Botanica Italiana ha scelto le piante simbolo delle 20 regioni italiane, testimoni del tesoro botanico più ricco d’Europa.

Tra le ricchezze italiane c’è quella botanica. Un’iniziativa promossa dalla Società Botanica Italiana, coordinata dal professore Lorenzo Peruzzi -  docente di Botanica sistematica al Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, nonché direttore del locale Orto e Museo Botanico e coordinatore del Gruppo di Lavoro Floristica Sistematica Evoluzione della Società Botanica Italiana - con il voto di oltre 500 botanici ha eletto le piante simbolo delle 20 regioni italiane. 

“L’idea” spiega il professor Peruzzi “è sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della biodiversità vegetale e così sono state elette venti piante, che per valenza storico-scientifica, peculiarità biogeografiche e bellezza, possano essere assurte a ‘simbolo’ di ognuna delle venti regioni italiane”.

Genesi di un concorso botanico 

I risultati della votazione sono stati presentati ufficialmente il 7 dicembre scorso al Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma in occasione della giornata di studio La flora in Italia: stato delle conoscenze, nuove frontiere, divulgazione organizzata dalla Fondazione per la Flora Italiana e dalla Società Botanica Italiana.

A illustrare la genesi del progetto il professore Fabio Garbari, decano dei botanici italiani, già direttore del Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Pisa, Praefectus dell’Orto Botanico pisano, di cui è stato anche curatore, presidente della Società Botanica Italiana e famoso per i suoi studi sui cromosomi delle piante, identificazione di specie rare, conservazione di aree di particolare pregio naturalistico, rapporti tra arte e scienza e che oggi si dedica a ricerche storico-bibliografiche, incontri scientifici – è socio della Società Botanica Italiana – e alla pittura botanica, da quella antica a quella contemporanea. 

“Due mesi fa il 5 ottobre” ha raccontato “proposi a Lorenzo Peruzzi, coordinatore del Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana, che diversi anni fa ho avuto l’onore di presiedere, di individuare venti piante, una per ciascuna delle Regioni italiane, che per qualche motivo (significato scientifico, storico o culturale, rarità, unicità, bellezza) potessero rappresentare emblematicamente la flora di ciascun territorio regionale. L’intento era quello di suscitare un’attenzione più marcata sulla necessità di tutelare il nostro patrimonio vegetale, il più ricco d’Europa, facendo conoscere alle Istituzioni, alle scuole, ai cittadini, aspetti spesso ignorati della nostra flora”.

Esemplari in pericolo? 

Con qualche scrupolo, all’inizio, poi superato: “Qualche collega, ed io stesso, si era preoccupato che la divulgazione di notizie - e di eventuali precisazioni sui luoghi dove tali piante crescono - potesse indurre alla loro raccolta da parte di qualche sconsiderato collezionista o di cacciatori improvvisati di specie rare. Non bisogna dimenticare che la rarefazione di qualche unità floristica è stata storicamente accertata come conseguenza di raccolte indiscriminate da parte dei botanici. Ma alla fine hanno prevalso le motivazioni di cui sopra, fidando nella sensibilità dei molti piuttosto che nella stupidità dei pochi”.

Vota la tua pianta! 

La votazione, ha spiegato il professor Garbari, ha coinvolto sotto il coordinamento del Gruppo di Lavoro Floristica Sistematica Evoluzione della Società Botanica Italiana, gli aderenti delle sezioni regionali della Società Botanica Italiana e i soci referenti, sempre a livello regionale, della checklist della flora vascolare d’Italia: “Potevano essere indicate da due a cinque-sei specie autoctone. Le risposte a tale votazione, arrivate entro la fine di ottobre, sono state oltre 500. Dopo queste ‘primarie’, dai conteggi è stato possibile evidenziare le specie candidate che avevano ottenuto più voti, con le relative percentuali delle preferenze. Tra queste, i Soci delle aree interessate all’indagine sono stati chiamati ad esprimere un’unica preferenza. Ciò ha portato a selezionare una sola specie, sempre in base alle preferenze espresse, per ciascuna delle 20 regioni italiane”.

Idee per il futuro

Individuate le piante-simbolo, sono state illustrate alcune idee per un loro utilizzo futuro. Il professor Garbi ha proposto  durante la giornata di studio romana di adottarle come simbolo dei territori regionali italiani o ancora come soggetti per raffigurazioni artistiche di pittrici e pittori botanici, di emissioni filateliche, mostre tematiche, eventi culturali: “La ricca diversità vegetale del nostro Paese, alla base della fisionomia e struttura del paesaggio” ha concluso “deve essere patrimonio culturale tutelato e condiviso da tutti”, auspicando al tempo stesso “una legge dello Stato, già ventilata qualche decennio fa, sulla protezione della flora d’Italia”.

Le 20 piante simbolo 

Quali sono, pertanto, le 20 piante-simbolo?

Per l’Abruzzo è stata eletta con il 47% dei voti lAdonis distorta Ten., adonide curvata, “graziosa pianta erbacea a fiori gialli”, descritta nell’Ottocento dal botanico abruzzese Michele Tenore ed endemica delle più alte cime dell’Appennino centrale.

Per la Basilicata con il 50% il Pinus heldreichii Christ subsp. leucodermis (Antoine) E. Murray, pino loricato, “maestosa conifera” tipica del Parco Nazionale del Pollino.

Per la Calabria con l’88% la Soldanella calabrella Kress, soldanella calabrese, “graziosa piccola pianta erbacea a fiori viola”, endemica delle montagne della Calabria centro-meridionale.

Per la Campania con il 36% la Primula palinuri Petagna, primula di Palinuro, “bellissima primula costiera a fiori gialli” che “cresce su rupi a picco sul Mar Tirreno”, descritta nell’Ottocento dal botanico napoletano Vincenzo Petagna, endemica delle coste tra Campania meridionale e Calabria settentrionale e “già parte del logo del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano”.

Per l’Emilia-Romagna con il 59% la Primula apennina Widmer, primula appenninica, “graziosa primula a fiori rosa” endemica dei crinali rocciosi dell’Appennino settentrionale, nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Per il Friuli Venezia Giulia con il 56% l’Armeria helodes F. Martini & Poldini, spillone palustre, “pianta erbacea a fiori rosa”, endemica della regione, dove cresce nell’area delle risorgive.

Per il Lazio con il 59% lo Styrax officinalis L., storace comune, “grande arbusto con vistosi fiori bianchi” che in Italia  cresce spontaneo solo tra Lazio e Campania.

Per la Liguria con il 48% la Campanula isophylla Moretti, campanula di Capo Noli, “vistosa campanula rupicola” con “areale limitato alla sola area del Finalese in Liguria”.

Per la Lombardia con il 41% la Silene elisabethae Jan, silene di Elisabetta, “bellissima pianta erbacea a fiori fucsia”, endemica di un’area tra Lombardia e Trentino-Alto Adige.

Per le Marche con il 72% la Moehringia papulosa Bertol., moehringia vescicolosa, “piccola pianta rupicola” con “minuti fiori bianchi”, endemica della regione.

Per il Molise con l’80% l’Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) A. E. Murray, acero di Lobel, endemico dell’Italia centro-meridionale, diffuso in particolare nelle foreste molisane.

Per il Piemonte con il 42% la Saxifraga florulenta Moretti, sassifraga dell’Argentera, “bellissima pianta erbacea rupicola a fiori rosa”, endemica delle Alpi occidentali e in Italia presente solo in Piemonte.

Per la Puglia con il 71% l’Arum apulum (Carano) P. C. Boyce, gigaro pugliese, “peculiare pianta erbacea” con “vistosa spata rossastra”, descritta nel Novecento dal botanico pugliese Enrico Carano ed endemica della Puglia.

Per la Sardegna con l’80% il Ribes sardoum Martelli, ribes sardo, “piccolo arbusto con frutti rossi”, endemico dell’isola.

Per la Sicilia con il 37% l’Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei, abete delle Madonie, “conifera endemica delle Madonie”, descritta dal botanico siciliano Michele Lojacono Pojero, vissuto tra l’Ottocento e il Novecento.

Per la Toscana con il 32% il Crocus etruscus Parl., zafferano etrusco, “graziosa pianta erbacea a fioritura precoce” diffusa anche in Umbria e in Emilia-Romagna, descritta nell’Ottocento dal botanico palermitano Filippo Parlatore, cui il Granduca Leopoldo di Toscana conferì la cattedra di Botanica dell’Università di Firenze, nominandolo anche direttore del Giardino dei Semplici di Firenze legato al Museo Botanico e la cui attività gettò le basi per la costituzione della Società Botanica Italiana – fu, ad esempio, anche fondatore del Giornale Botanico Italiano e dell’Erbario Centrale Italiano, oltre che direttore del Museo di Storia Naturale di Firenze.

Per il Trentino -Alto Adige con il 60% l’Androsace hausmannii Leyb., androsace di Hausmann, “minuta pianta erbacea a fiori bianchi”, endemica delle Alpi centro-orientali e diffusa in tutta la regione. È dedicata al botanico altotesino Franz von Hausmann, autore della prima Flora von Tirolo, flora del Tirolo.

Per l’Umbria con il 60% lIonopsidium savianum (Caruel) Arcang., bivonea di Savi, “piccolissima piantina a fiori bianchi” che in Italia si trova in Umbria, Lazio e Toscana.

Per la Valle d’Aosta con il 60% l’Astragalus alopecurus Pall., astragalo maggiore, “vistosa erba a fiori gialli”, in Italia presente solo nella Valle d’Aosta.

Per il Veneto, infine, con il 47% la Saxifraga berica (Bég.) D. A. Webb, sassifraga dei Berici, “pianta erbacea a fiori bianchi”, endemica del Veneto.

 

Abbiamo parlato di:

Società Botanica Italiana Website Facebook

Dipartimento di Biologia – Università di Pisa Website

Università di Pisa Website Twitter Facebook Instagram Flickr LinkedIn

Orto e Museo Botanico – Università di Pisa Website Facebook Instagram

Dipartimento di Biologia Ambientale – Università La Sapienza Website 

Università La Sapienza – Roma Website Twitter Facebook Instagram

Fondazione per la Flora Italiana Website

Gruppo di Lavoro Floristica Sistematica Evoluzione – Società Botanica Italiana Scheda

Adonis distorta Ten. – Adonide curvata Scheda Portale della Flora d’Italia

Pinus heldreichii Christ subsp. leucodermis (Antoine) E. Murray – Pino loricato Scheda Portale della Flora d’Italia

Soldanella calabrella Kress – Soldanella calabrese Scheda Portale della Flora d’Italia

Primula palinuri Petagna – Primula di Palinuro Scheda Portale della Flora d’Italia

Primula apennina Widmer - Primula appenninica Scheda Portale della Flora d’Italia

Armeria helodes F. Martini & Poldini - Spillone palustre Scheda Portale della Flora d’Italia  

Styrax officinalis L. – Storace comune Scheda Portale della Flora d’Italia

Campanula isophylla Moretti - Campanula di Capo Noli Scheda Portale della Flora d’Italia

Silene elisabethae Jan - Silene di Elisabetta Scheda Portale della Flora d’Italia

Moehringia papulosa Bertol. - Moehringia vescicolosa Scheda Portale della Flora d’Italia

Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) A. E. Murray – Acero di Lobel Scheda Portale della Flora d’Italia

Saxifraga florulenta Moretti - Sassifraga dell’Argentera Scheda Portale della Flora d’Italia

Arum apulum (Carano) P. C. Boyce - Gigaro pugliese Scheda Portale della Flora d’Italia

Ribes sardoum Martelli - Ribes sardo Scheda Portale della Flora d’Italia

Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei - Abete delle Madonie Scheda Portale della Flora d’Italia

Crocus etruscus Parl. - Zafferano etrusco Scheda Portale della Flora d’Italia

Androsace hausmannii Leyb. - Androsace di Hausmann Scheda Portale della Flora d’Italia

Ionopsidium savianum (Caruel) Arcang. - Bivonea di Savi Scheda Portale della Flora d’Italia  

Astragalus alopecurus Pall. - Astragalo maggiore Scheda Portale della Flora d’Italia

Saxifraga berica (Bég.) D. A. Webb - Sassifraga dei Berici Scheda Portale della Flora d’Italia