Uccise un cane trascinandolo in auto: per evitare il carcere chiede l'impiego volontario in un canile

Uccise un cane trascinandolo in auto: per evitare il carcere chiede l'impiego volontario in un canile

Nell’aprile del 2014 legò un cane, “reo” di infastidire le sue pecore, e lo trascinò in auto sull’asfalto fino a causarne la morte. Non si fermò nemmeno all’alt intimatogli dai Carabinieri.

Ieri per lui è iniziato il processo al Tribunale di Nuoro, accusato di aver violato l’articolo 544 ter del Codice penale, maltrattamenti aggravati dall’uccisione dell’animale e dalla resistenza a pubblico ufficiale. Un pastore di Irgoli, Giuseppe Piredda, ora rischia fino a due anni e mezzo di reclusione o fino a 45mila euro di multa. Le immagini del suo efferato animalicidio hanno fatto il giro d’Italia, anche in tv nazionali, fra lo sdegno generale.

Il suo avvocato ha ieri chiesto la “messa alla prova” del pastore, ovvero l’impiego volontario in un canile per poter evitare la pena. I rifugi per cani abbandonati e maltrattati della Sardegna hanno sicuramente bisogno di volontariato. Ma non certo quello di chi ogni giorno usa gli animali e ha volutamente fatto assistere il suo figlio minorenne all’efferata uccisione del quattrozampe.

La “legge del contrappasso” così come è stata ribattezzata, non riporterà in vita il cane ribattezzato dal web “Amore” ma, in questo caso, in più non aiuterà nemmeno a salvare qualche altro animale.

Piuttosto noi chiediamo che parte della sanzione pecuniaria serva a far arrivare nelle scuole elementari e medie della provincia alcune pubblicazioni che spiegano le buone ragioni, etiche e non solo, di un rapporto di rispetto con gli animali. Siamo a disposizione dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna.

Sul pastore si deciderà il prossimo 24 giugno alla seconda udienza del processo. Quando sapremo anche se saranno accettate le richieste di costituzione di parte civile avanzate dalle associazioni animaliste riconosciute come la nostra.

Ma a parte l’importante sentenza, ci deve essere la possibilità di far sbocciare, in altri campi, la consapevolezza che non far del male agli altri, di qualunque specie, è un principio sacrosanto.