Un oceano di plastica: all'Acquario di Genova la mostra interattiva sull'inquinamento marino

Il mare non è una pattumiera, eppure ogni anno, in tutto il mondo, mari e oceani continuano a riempirsi di rifiuti, in particolare plastici, creando talvolta delle vere e proprie isole galleggianti, come il Pacific Trash Vortex o Great Pacific Garbage Patch, un gigantesco accumulo di spazzatura che attira molte tartarughe e uccelli marini che scambiano i suoi detriti per pesci e meduse, di cui si cibano.

Dal 28 ottobre al 10 dicembre sarà possibile riflettere su tale piaga ambientale andando a visitare all’Acquario di Genova la mostra An Ocean Free of Plastic – Tackling Plastic Pollution Of The Ocean, unica tappa italiana di una mostra interattiva partita da Copenhagen e che ha già toccato Tallinn, Lisbona e Malta. Curata dal Den Blå Planet, l’acquario nazionale danese, e dalla ong Plastic Change, alla sua realizzazione hanno collaborato il Dipartimento di Stato americano e la Commissione Europea. Un esempio di “cooperazione transatlantica” nell’affrontare le “sfide globali” per il raggiungimento degli obiettivi ONU per lo sviluppo sostenibile, senza dimenticare che anche l’Italia nel 2017, in occasione della sua presidenza del G7, ha definito la questione dei rifiuti marini come “prioritaria”.

In Italia la mostra è stata ospitata, in collaborazione con l’Acquario di Genova e la Fondazione Acquario di Genova e con il supporto della Missione Diplomatica degli Stati Uniti in Italia e della Direzione generale della pesca marittima e dell’acquicoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, nonchè nell’ambito del Festival della Scienza di Genova, nel Padiglione dei Cetacei del grande acquario genovese, che per l’occasione ha introdotto nella sala delle meduse una plastico-medusa o, come riportato “ironicamente” nella didascalia, Plasticobursamedusoides, “abitante di tutti i mari del mondo e spesso fonte di nutrimento, con conseguenti gravi problematiche per la salute o addirittura decesso di animali marini quali le tartarughe”. “Con questo messaggio provocatorio e con l’allestimento della vasca dedicata alla plastica” spiegano gli organizzatori “l’Acquario di Genova pone ulteriormente l’attenzione su un elemento importante dell’inquinamento marino”.

Lo stesso Acquario di Genova è impegnato da anni nelle operazioni di recupero, pronto soccorso, riabilitazione e rilascio in mare di tartarughe marine, non solo di quelle venute a contatto con imbarcazioni, palamiti, reti, lenze, ami, petrolio, ma anche di tartarughe che abbiano ingerito “corpi estranei”, come, ad esempio, i sacchetti di plastica, scambiati per meduse, che fanno parte della loro dieta. L’Acquario di Genova, che in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del CNR porta avanti un progetto sulla qualità dell’acqua grazie all’uso delle efire di medusa, ha anche aderito all’iniziativa comunitaria Our Ocean che il 5 e il 6 ottobre, a Malta, ha visto tutti gli Acquari del mondo unirsi per “promuovere azioni e comportamenti virtuosi al fine di combattere i rifiuti in mare”.

Gli organizzatori della mostra ricordano, ad esempio, come ogni siano ormai 10 le tonnellate di rifiuti scaricate nell’oceano, con le bottiglie di plastica che “possono permanere nell’ambiente fino a 400 anni” e con alcune aree dove la quantità di plastica “è cinque volte maggiore rispetto a quella di plancton”, tanto, “in aggiunta alle zone con alta concentrazione di rifiuti plastici decomposti”, da formare, secondo alcuni calcoli, “un’area pari a quella dell’Africa”. Drammatica la prospettiva: “Il World Economic Forum” così gli organizzatori “sostiene che, senza alcuna azione significativa, nel 2050 nell’Oceano ci saranno più rifiuti plastici che pesci”.

La mostra è articolata in aree interattive con video, audio e una cabina fotografica “dove i visitatori” spiegano gli organizzatori “potranno postare le loro foto sui social media come testimonianza del loro impegno contro l’inquinamento da rifiuti plastici” come, ad esempio, “usare bottiglie d’acqua riutilizzabili, acquistare cosmetici privi di microplastiche, fare la spesa solo con sacchetti riutilizzabili o raccogliere i rifiuti plastici”. Oltre a descrivere l’impatto delle microplastiche sugli oceani, “l’esposizione” spiegano gli organizzatori fornisce anche “esempi pratici di azioni che chiunque può intraprendere per far sì che tali rifiuti non si riversino in mare”.

 

Abbiamo parlato di:

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Den Blå Planet Website Twitter Facebook Instagram

Plastic Change Website Twitter Facebook Instagram LinkedIn

U.S. Department of State Website Twitter Facebook Google+ Instagram Flickr Tumblr

European Commission Website Twitter Facebook Instagram LinkedIn

Fondazione Acquario di Genova Website

U.S. Embassy and Consulates in Italy Website Twitter Facebook

Direzione generale della pesca marittima e dell’acquicoltura – Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali Scheda

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Festival della Scienza – Genova Website Twitter Facebook Instagram

Istituto di Scienze Marine – CNR Website

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