Unesco, i nuovi luoghi patrimonio dell’umanità

Sono 19 i luoghi che nel 2018 l’Unesco ha inserito tra quelli da proteggere e conservare, alcuni dal punto di vista storico, altri culturale, altri ambientale, con centri storici, beni archeologici, paesaggi culturali o siti naturali di straordinaria bellezza. Sono dislocati in Asia, Europa, America, Africa e Oceania e vanno a rafforzare l’elenco complessivo, che comprende 1.092 siti in 167 paesi, tra cui i 54 in Italia.

Da quest’anno noi italiani abbiamo un motivo di vanto in più perché Ivrea, città industriale del XX secolo, è diventata rilevante agli occhi dell'Unesco proprio per il suo patrimonio legato alla dimensione industriale, come parte integrante dello sviluppo sociale ed economico del Belpaese.

Tra i luoghi naturali fra i nuovi ingressi a Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ne spiccano tre mozzafiato. In Sudafrica le montagne Makhonjwa rappresentano uno dei più antichi complessi geologici al mondo, le cui rocce sono uno degli esempi meglio conservati di roccia vulcanica e sedimentaria, che risalgono a un periodo compreso tra i 3,6 e i 3,25 miliardi di anni fa, quando sulla Terra stavano iniziando a formarsi i primi continenti.
In Francia, c’è la Chaîne des Puys, un complesso vulcanico che si estende per più di 30 chilometri nel centro del Paese, con la pianura di Limagne, che intrecciandosi con i vulcani crea un paesaggio naturale unico nel suo genere.
In Cina è Fanjingshan a esser diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità. È un monte roccioso che raggiunge i 2570 metri sul livello del mare e ospita un alto grado di biodiversità animale e vegetale, con molte specie endemiche, come l'abete Fanjingshan (Abies fanjingshanensis) e la scimmia dal naso camuso (Rhinopithecus brelichi), e specie in via di estinzione, come la salamandra gigante cinese (Andrias davidianus), il cervo muschiato della foresta (Moschus berezovskii) e il fagiano di Reeve (Syrmaticus reevesii).

Elementi di naturalità unica, non mancano in alcuni degli altri luoghi che da quest’anno sono entrati a far parte del patrimonio Unesco.
Ad esempio, in Canada c’è la Pimachiowin Aki, una foresta ricca di laghi e fiumi e dove vive la popolazione indigena Anishinaabeg, ancora oggi costituita da pescatori, cacciatori e raccoglitori che preservano questo luogo incontaminato.
In Messico la valle di Tehuacán-Cuicatlán, oltre a conservare molti resti delle prime civiltà del territorio, è una delle zone aride e semi-aride con la biodiversità più ricca del Nord America, che vanta le foreste più dense di cactus al mondo.
In Groenlandia occidentale sette siti, partendo da Nipisat fino ad Aasivissuit, conservano i resti di 4200 anni di storia dell’umanità, con siti archeologici provenienti da culture Paleo-Inuit e Inuit, che scrivono un capitolo su questo patrimonio culturale legato al clima, alla navigazione e alla medicina.

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