Niente più migrazione per le cicogne: preferiscono il cibo delle nostre discariche

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Gambe lunghe e sottili, piumaggio bianco e nero e collo alto ed elegante. Alta circa un metro e con un'apertura alare che arriva fino a due metri, la cicogna è per antonomasia l'uccello migratore che nella tradizione popolare, giungendo da luoghi lontani, porta i neonati ai novelli genitori. Una candida visitatrice estiva che abita i mesi caldi in Europa dove nidifica e alleva i suoi cuccioli, per poi svernare in Africa per fuggire il freddo e cercare nuove fonti di cibo.

Qualcosa però sta cambiando nella tradizione e nell'abitudine di questi grandi uccelli.
Le Cicogne non migrano più e preferiscono il junk-food delle nostre discariche. È la notizia allarmante che arriva dall'University of East Anglia, nel Regno Unito. Negli ultimi anni infatti questi splendidi volatili hanno sviluppato un comportamento diverso da quella che è la loro natura, adattandosi alla globalizzazione e ai lati oscuri del progresso umano. " Le cicogne ora possono contare sulle discariche per nutrirsi, specialmente fuori dalla stagione riproduttiva quando il cibo scarseggia", spiegano i ricercatori dell'East Anglina «Abbiamo scoperto che le discariche consentono l'uso del nido tutto l'anno e avere il nido vicino a una fonte certa di cibo significa anche che le cicogne sono meno propense ad andar via per l'inverno. Trascorrono invece il tempo fuori dal periodo riproduttivo a difendere la posizione strategica del proprio nido".

In particolare moltissime cicogne si stanno stabilendo in Spagna e in Portogallo, dove sono presenti un gran numero di discariche a cielo aperto che attraggono gli uccelli in cerca di una fonte di cibo sicura e abbondante. "Le cicogne bianche erano uccelli completamente migratori. Prima degli anni '80 nessuna rimaneva in Spagna o in Portogallo", commenta Aldina Franco, ecologa esperta in conservazione dell' University of East Anglia, "poi i primi individui hanno iniziato a rimanere e ora il numero sta aumentando in modo esponenziale".

Si contano ormai oltre 14 mila esemplari stanziali che hanno adattato le loro abitudini alla nova vita sulla spazzatura. I genitori non insegnano la migrazione ai nuovi nati, così che presto tante cicogne non sapranno più migrare. Per questi uccelli smettere di migrare non porterà nulla di buono, soprattutto se si pensa che entro il 2018 l'Unione Europea pianifica di chiudere le discariche a cielo aperto. Cosa accadrà quando le cicogne non troveranno più cibo gratis? Potrebbero soffrire la fame e non essere più in grado di svernare? Oppure la loro natura innata di uccelli migratori si risveglierà con l'istinto di sopravvivenza?

Gli esperti si stanno interrogando e stanno studiando a fondo il caso, nel frattempo i nostri rifiuti restano la prima fonte di cibo per molte cicogne e anche questo può arrecare gravi danni agli uccelli, non essendo sempre facile per loro distinguere tra uno scarto alimentare e un pezzo di plastica o altro materiale nocivo.

Come spesso accade, non siamo solo noi uomini a pagare i nostri errori, confidiamo però nel buon istinto delle cicogne e nella loro buona "memoria" di antiche viaggiatrici.

 

Abbiamo parlato di:

Cicogna Bianca: Sito Web

University of East Anglia: Sito Web, Facebook, Twitter

Unione Europea: Sito Web, Facebook, Twitter

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