L’Italia delle mille Terre del Fuoco: il romanzo “Inerti” di Barbara Giangravè

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Vania Statzu
di Vania Statzu  - Economista ambientale

"Quando le generazioni future giudicheranno coloro che sono venuti prima di loro sulle questioni ambientali, potranno arrivare alla conclusione che questi 'non sapevano': accertiamoci di non passare alla storia come la generazione che sapeva, ma non si è preoccupata." (Mikhail Gorbachev)

È stata in Sardegna nei giorni scorsi, Barbara Giangravè, giovane giornalista siciliana. Barbara sta girando l'Italia per presentare il suo romanzo d'esordio, "Inerti", pubblicato dalla casa editrice milanese Autodafé Edizioni.

Nel 2008, Barbara viene avvicinata da tre diverse comunità siciliane: tre paesi distanti tra loro ma accomunati da tanti, troppi morti per tumore. Tumori incomprensibili che ad un certo punto hanno cominciato a colpire le popolazioni di centri lontani da industrie inquinanti. Tumori che non risparmiano nessuno, neppure i bambini. Barbara comincia ad indagare e a portare avanti la sua inchiesta, scontrandosi con le motivazioni ufficiali che minimizzano la situazione. La sua inchiesta viene bruscamente interrotta quando il giornale per il quale lavora licenzia tutti i giornalisti, ma la voglia di Barbara di ottenere la verità non viene meno e dopo quattro anni, le informazioni e l'esperienza maturata, le permettono di pubblicare il suo primo libro.

"Inerti" sono i rifiuti che vengono smaltiti illegalmente nei pressi del comune immaginario di Acremonte, ma "inerti" sono anche i cittadini che assistono senza ribellarsi alla strage silenziosa che li sta decimando.
Protagonista del romanzo è Gioia Lantieri, giovane donna che, lasciata Palermo dopo un licenziamento (unico elemento che accomuna l'autrice alla sua protagonista), torna nel paese dei suoi genitori. E qui, dopo l'incontro con un suo ex fidanzato, malato di tumore, comincia a rendersi conto di quello che sta succedendo e cerca di avere quelle risposte che nessuno – né i suoi concittadini, né le autorità – cerca o vuole. E nella ricerca della verità sui rifiuti, troverà anche la verità sulla morte dei genitori, avvenuta anni prima in un incidente che, ad un certo punto, comincia a non apparire più tale.

È una storia ambientata in Sicilia ma potrebbe essere ambientata in un qualunque altrove: in un passaggio del racconto, la protagonista si reca a visitare le tombe dei genitori e nota come vi siano tante persone, anche giovani, tutte morte nello stesso, breve, lasso di tempo. Tanti morti, molti giovani, e l'assenza di una motivazione palese: un'esperienza dolorosa che accomuna tanti comuni italiani a Nord, al Centro, al Sud e nelle Isole.

E questo perché il mal costume ed il malaffare non hanno confini né temporali né spaziali: è di pochi giorni fa la notizia dell'ennesimo arresto per traffico e smaltimento illecito di rifiuti di numerosi imprenditori e professionisti che avevano dato vita ad un'organizzazione ramificata in Sicilia, Basilicata, Campania, Puglia, Toscana e Lombardia.

Nel romanzo non si trova mai il termine "mafia", sebbene si parli tanto di quel vasto sistema di corruzione e malaffare che coinvolge classe imprenditoriale e politica, oltre agli appartenenti alle organizzazioni malavitose.

La camorra e la mafia compaiono alla fine del libro, in una postfazione che ci racconta degli ultimi sviluppi dell'inchiesta portata avanti da Barbara: un colloquio telefonico con Carmine Schiavone, pentito di Camorra che ha svelato gli intrecci della Terra dei Fuochi e che getta luce sulle altre Terre dei Fuochi presenti nel resto d'Italia.

 

Per saperne di più:

Autodafé Edizioni Website Facebook Twitter

Barbara Giangravè è su Facebook come Gioia Lantieri, la protagonista del suo romanzo.



 

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