Cistite interstiziale, un calvario molto femminile

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

?Desiderio impellente di urinare più volte al giorno e soprattutto la notte, aumento di frequenza fino a circa 60 minzioni al giorno accompagnate da bruciore, dolore addominale basso, localizzato sopra la vescica o il pube, che non si risolve con i comuni antidolorifici: sono i sintomi chiave della cistite interstiziale o sindrome del Dolore Vescicale, una patologia infiammatoria cronica della parete della vescica, che rientra nel grande capitolo delle malattie rare e per le quali è prevista l’esenzione, in base al Decreto Ministeriale n.279 del 2001. Chi soffre di questi disturbi dovrebbe parlarne subito con il proprio medico di famiglia, perché prima si interviene e maggiori sono le probabilità di cura.

Ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata, in Italia la cistite interstiziale colpisce entrambi i sessi, ma soprattutto le donne tra i 30 e i 70 anni, con grave compromissione della qualità di vita. Nelle forme avanzate e gravi il completo sovvertimento della funzione vescicale porta infatti a una riduzione della capacità vescicale fino a 80-100 cc di urina e alla comparsa di disturbi vaginali (dispaurenia, ossia dolore durante i rapporti sessuali), difficoltà nella vita sociale, depressione e isolamento. Negli uomini il dolore è irradiato ai testicoli, allo scroto, al perineo, al coccige o al pube, e possono comparire eiaculazioni dolorose o disturbi simili a quelli causati da ipertrofia prostatica, trattati quindi con terapie sbagliate e nel peggiore dei casi con l'intervento chirurgico alla prostata.

Ma attenzione. A differenza della comune cistite causata da batteri specifici e con cui viene spesso confusa, vescica dolorosa la cultura delle urine per laricerca di eventuali microorganismi è sempre sterile, ma spesso viene curata con cicli ripetuti di antibiotici, senza successo.

Le cause? Diverse le ipotesi proposte. La più accreditata è quella di un difetto dei cosiddetti “GAG layer”, i glicosaminoglicani che compongono le pareti della vescica, con aumento di permeabilità e retrodiffusione di sostanze acide presenti nelle urine. Il risultato sarebbe l'aumento della sensibilità nervosa locale e dello stimolo ad urinare.

Se non si interviene con indagini mirate possono passare anche 6-7 anni prima di arrivare alla diagnosi, dopo aver escluso altre malattie (cancro della vescica, tubercolosi vescicale, infezioni vaginali, endometriosi, malattie renali, problemi psichici). Oltre ad accertare la negatività dell'urinocultura, è indicata la cistoscopia, che permette attraverso delle fibre ottiche inserite dentro la vescica di vedere le caratteristiche della superficie vescicale ed effettuare dei piccoli prelievi per l'esame istologico, e lo studio funzionale dell'organo (urodinamica). Questa indagine è necessaria per valutare la velocità di svuotamento e il riempimento vescicale, quindi la capacità di trattenere l'urina e il grado di sensibilità dell'organo.

?Per la cura si usano per via generale farmaci antiinfiammatori, antistaminici, antispastici, antidolorifici, miorilassanti, antidepressivi. Il pentosanpolisolfatosodico, farmaco somministrato per bocca, agisce riparando l'endotelio della vescica e riducendo il dolore vescicale. Molto utile è anche l'instillazione nella vescica di farmaci antiinfiammatori, come il dimetilsulfossido, ritenuto il miglior agente antinfiammatorio, la cui percentuale di risposta non raggiunge però il 40 - 50 per cento, ma che puòessere associato a steroidi, glicosaminoglicani, anestetici locali, bicarbonato.

 Molto utile è anche l'elettrostimolazione transcutanea, che interferisce con la trasmissione del dolore, diminuendolo, mentre la distensione vescicale in narcosi ad alta pressione ha dimostrato efficacia, ma deve essere ripetuta dopo un certo intervallo di tempo. Aiutano chi soffre di sindrome del dolore vescicale anche le tecniche di rilassamento del piano perineale, come lo yoga e il pilates, l'agopuntura e la riabilitazione manuale o attraverso stimolazioni elettriche per risolvere lo spasmo della muscolatura. Resta poi fondamentale la rieducazione vescicale attraverso il cosiddetto «stretching», ossia una distensione progressiva e forzata della vescica, per riabituarla a trattenere normali quantità di urina e diminuire così la frequenza di urinare. Nei casi che non si risolvono con la terapia medica, l'unica soluzione è la rimozione chirurgica totale della vescica e del collo vescicale.

??Un aiuto può arrivare anche dalla dieta: vanno evitati gli alimenti piccanti, il te, il caffè, gli alcolici, il lievito, i pomodori, le spezie, i formaggi stagionati, alcune verdure ( fave, fagiolini, cipolle e pomodori), alcuni tipi di frutta, il pane di segale e la cioccolata.

 

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