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Noi coppie miste vittime di costanti insulti razzisti, non sappiamo più che fare

Valentina e Alas, giovane senegalese, sono fidanzati e spesso sono costretti a sentire commenti razzisti: “Riuscite a capire che queste cose fanno male? Vogliamo essere lasciati in pace”

Valentina e Alas
Valentina e Alas
di Valentina Di Rienzo

Chi mi conosce sa che non amo condividere gli avvenimenti privati della mia vita, ma questa volta ho davvero bisogno di far luce su determinate questioni che stanno segnando la mia vita e quella del mio ragazzo. Come molti di voi già saprà io e Alas formiamo una coppia mista. Lui è senegalese, residente in Italia regolarmente, non è un rifugiato, paga per soggiornare in Italia (per chi non lo sapesse il permesso di soggiorno si paga). Lavora, paga le tasse, ha studiato, e parla la lingua italiana quasi alla perfezione.

Ora il punto è che quando noi usciamo capita spesso di subire atti di razzismo più o meno gravi ma che comunque ci fanno soffrire.
1) Due anni fa, io lavoravo come baby sitter. Porto il bambino al parco giochi e il mio fidanzato ci accompagna (la mamma lo sapeva ed era d accordo). Il proprietario del parco giochi ci caccia fuori perché lui" a questi" non li vuole qui. Noi abbiamo chiamato i carabinieri, sono venuti e hanno fatto sgombrare il locale. Dopo noi non abbiamo più sporto denuncia per non fare casini.

2) L'altro ieri al ristorante una bambina di 3 anni piange e grida come una pazza perché al tavolo accanto al suo c è un mostro. Noi facciamo finta di niente, fino a quando la mamma viene vicino al mio ragazzo con la bambina in braccio e dice con insistenza "non è un mostro". Io le ho risposto che almeno poteva evitare di farglielo sentire.
Penso che il mondo in cui viviamo vada spiegato ai bambini in famiglia o a scuola ma non a discapito di persone che stanno mangiando al ristorante con la propria famiglia ed essere insultati come" mostro".
Il mio ragazzo si è offeso, si è messo a piangere e non è uno con la lacrima facile. Il fatto è che lui ama i bambini e lo fa soffrire che per gli altri lui sia identificato come un mostro. A questo punto siamo dovuti andare via.

3) Il giorno successivo, dopo aver fatto lunghi discorsi sull’argomento razzismo, decidiamo di passare una domenica in piscina con i miei fratelli. Uno di loro chiede una sigaretta ad un uomo e lui gliela offre gentilmente. Dopo, mio fratello e il mio ragazzo escono per andare a comprarle passando avanti a quest’uomo che dice ad alta voce alla moglie : "Guarda quello che mi ha chiesto la sigaretta sta insieme a quel negro di merda, perché non se l’è andata a prendere a Lampedusa”.  Mio fratello torna e gli ridà la sigaretta dicendogli che la sua non la vuole. E lui ancora " che schifo questa l'ha toccata il negro io non la voglio". Il mio fidanzato ha sentito tutto perché il signore gridava e non era molto distanti da noi.

4) Questi episodi sono poi accompagnati da costanti frasi tipo questo sentita alla posta: "Guarda come vanno vestiti bene e ha pure il telefono!!!!" Oppure al supermercato dove cercano personale: " No noi vogliamo solo gli italiani...." E ancora "io il tuo fidanzato non lo saluto perché quando lo vedo non lo riconosco, loro sono tutti uguali". "Ah ma è un nero????!!!!" E tante altre che non potrei riportare tutte. Ma io dico, secondo voi è possibile vivere cosi?

Prima cosa: lui non è un rifugiato. Questo significato che tutto quello che ha, l'ha pagato con i suoi soldi proprio come facciamo tutti noi. Seconda cosa, ma è possibile trattare le persone in questo modo? Ma anche se fosse un rifugiato (qualcuno potrebbe non essere d'accordo sul sistema di accoglienza, capisco che anche gli italiani poveri vorrebbero ricevere degli aiuti), ve la prendete con il singolo individuo e non con il sistema? Non capisco come è possibile che un popolo non riesca a capire che le persone non c'entrano. Avere idea politiche chiare non è sbagliato, ma la civiltà può mai venire a mancare? Questo non è ammissibile.

Vedono la pelle di un altro colore e iniziano ad adirarsi, senza sapere niente di loro, senza conoscere la loro storia, tirano fuori solo parole che sentono in televisione senza pensare che le persone hanno dei sentimenti. Voi riuscite a capire che queste cose fanno male? Noi non sappiamo più che fare, vogliamo essere lasciati in pace in piscina, al ristorante e ovunque decidiamo di andare.