Milleunadonna

Andrea Delogu si confessa: il divorzio, la sofferenza, il nuovo compagno e il suo primo romanzo

"Questo libro in qualche momento mi ha tolto serenità e felicità e a un certo punto non volevo nemmeno più scrivere. Non nasciamo cattivi, ma se provi a capire perché uno fa del male, quello resta stronzo, ma almeno lo capisci”: l'artista più eclettica in chiaroscuro

di Massimiliano Lussana

Quando si dice: “Dammi una definizione di multitasking”.
Andrea Delogu è una straordinaria conduttrice televisiva, con “Tonica” una delle più belle sorprese della stagione tv, come raccontato benissimo su Tiscalinews.
Ma Andrea Delogu è anche una splendida affabulatrice radiofonica, con la capacità di non essere mai banale, anche a costo di mettersi a nudo ogni giorno.
E poi Andrea Delogu è attrice cinematografica, non propriamente di film in corsa per il Leone d’oro, ma sempre perfettamente in parte nei suoi ruoli, soprattutto in commedie all’italiana leggere e gradevoli.
E poi ha inciso dischi.
E poi ha recitato in teatro.
E poi è Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana su iniziativa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
E poi Andrea Delogu è anche scrittrice al terzo libro e al primo romanzo, che presenta a Camogli in un ciclo spin off del Festival della Comunicazione in una splendida terrazza sul mare, che si chiama Terrazza Miramare of course, e il libro è anche l’occasione per raccontare se stessa. E mettersi a nudo.
Elegantissima, con una tuta di seta con fantasie anni Settanta, molto vintage e molto sensuale, Andrea arriva dopo l’apertura del ciclo con Geronimo Stilton, in compagnia di Rosangela Bonsignorio e di Danko Singer che insieme a Umberto Eco sono stati gli inventori e sono le anime del Festival.
E confessa: “Non conoscevo Camogli, non c’ero mai stata e ho trovato un paese straordinario, bellissimo, di cui mi sono innamorata, un posto che mi è entrato dentro, mi ha ipnotizzato “.
È oggettivamente difficile il contrario. Il mare è una tavola splendida e il cielo sfuma dal rosa e azzurro dell’inizio dell’incontro, al blu e al rosso del tramonto, alla luce di luna e stelle con le lampare, i gozzi dei pescatori, i velieri e gli yacht in lontananza ad aggiungere magia alla magia.
La presentazione del libro ed i colloqui con chi va a chiedere una firma e una foto si trasformano così in una seduta di autocoscienza in cui Andrea racconta come sempre tanto del suo vissuto.

A partire dalla nascita di questo libro

Andrea Delogu arriva elegantissima, con una treccia rossa e un vestito vintage, con disegni geometrici che sembrano usciti da una mostra sul vintage Anni Sessanta, e racconta “Contrappasso”, il suo romanzo ambientato in un mondo distopico.

E nato durante il lockdown e prima del divorzio da Francesco Montanari ed è proprio da qui che parte il racconto di Andrea: “Ho costruito un modo distopico in cui se uccidi un animale muori allo stesso modo. E vale per tutti, gli insetti, le zanzare, le formiche…”.

Quindi, ad esempio, nel mondo del libro non si può correre per paura di schiacciare esseri viventi, “l’ho quasi pensato in inglese ed ora sembra quasi tradotto”, con il modello di Stephen King “un genio assoluto”.

Insomma, “era un periodo in cui mangiavamo quasi esclusivamente surgelati, perché le norme del primo lockdown imponevano che potesse andare a fare la spesa solo una persona a famiglia e inevitabilmente si finiva nel minimarket sotto casa. Poi, un giorno, si diffuse la voce che, eccezionalmente, sarebbe stato aperto il mercato rionale. Mi precipitai immediatamente, con il miraggio di mangiare qualcosa che non fossero surgelati. Era aperto solo il banco del pesce e c’erano solo cicale di mare, le canocchie. Il pescivendolo mi disse “signora, so’ freschissime”. Ma non avevo capito che, nel suo linguaggio, “freschissime” significava “ancora vive”. Arrivata a casa le buttai nell’olio bollente di corsa, ma a quel punto sia io che mio marito, cioè il mio ex marito, ci siamo messi a urlare entrambi: “Perché l’hai fatto?”.

La storia finisce con Delogu e Montanari che guardano le “canocchie già cotte al centro del tavolo e poi regalate al vicino di casa. E per noi l’ennesimo hamburger surgelato”.

Insomma, questa storia è diventata quasi istantaneamente scrittura notturna di Andrea e anche le prime trenta pagine del libro: “Contrappasso è un libro di genere che sta vivendo col passaparola della comunicazione fra i lettori”.

Un libro che ha avuto una gestazione complicata: “Ci ho perso un anno per costruire il mondo distopico, che ora è perfetto. Il libro può essere bello o brutto, ma il mondo parallelo non ha alcuna contraddizione, sono stata maniacale. In mezzo c’è stato un anno di sofferenza, con in mezzo anche il divorzio. Questo libro in qualche momento mi ha tolto serenità e felicità e a un certo punto non volevo nemmeno più scrivere”.

Il racconto di Andrea Delogu è il racconto della nostra vita di questi anni: “Dopo il lockdown i miei amici andavano alle feste, finalmente liberi di vivere e di divertirsi, e io mi facevo un altro personalissimo lockdown per scrivere il libro”.

“A un certo punto il mio editor era disperato. Ma nel libro ci ho messo davvero tutto”. E così Andrea Delogu è quasi come Jean Jacques Rousseau quando sostiene che l’uomo nasce buono, ma è la società che lo corrompe: “Non nasciamo cattivi, ma se provi a capire perché uno fa del male, quello resta stronzo, ma almeno lo capisci”.

Il racconto della sofferenza con cui è nato il libro è anche il racconto della sofferenza che è costata ad Andrea, con un ruolo quasi catartico della scrittura: “C’è gente che mi ha spezzato il cuore ed ho trovato parti brutte anche in me scrivendo. Ho tagliato descrizioni infinite, non di luoghi, ma di sentimenti. Semplicemente, racconto sempre la verità, che non fa né male, né bene. E’ la verità”.

E qui arriva nuovamente anche la vita privata: “Stavo scrivendo questo libro e c’è un personaggio, Robert, per cui mi chiedo: “Come fa ad essere così perfetto?. E’ buono e bbbono”. Circostanza che si adatta in qualche modo “al ragazzo che sto frequentando adesso”, che è molto più giovane di lei e su cui tanto si è favoleggiato, con anche la straordinaria risposta che la differenza di età non può valere come scandalo solo se è la donna ad essere più giovane, su cui Andrea Delogu ha dato ottime risposte in questi giorni, lezione di stile e di vita.

Il resto del vissuto è il Covid, con la mamma infermiera e il papà autista soccorritore che l’hanno visto in prima fila e la promessa sul futuro libro: “Vi stupite di questo? Vedeste il prossimo”.

Tutto questo rischiava di perdersi, proprio per il Covid, con un’uscita in sordina senza presentazioni ufficiali e televisione come per i precedenti: “Il primo, “La collina”, su San Patrignano, volò dopo la mia intervista alla Bignardi e vendette 30mila copie. Per il secondo andai se ricordo bene da Mara Venier e Fabio Fazio e il libro andò bene. Stavolta, il libro sta andando con il passaparola”.

Sorride, Andrea.