Milleunadonna

Tuo figlio ti chiama boomer? Ecco cosa significa e cosa rispondere

 

Boomer a chi????

Questa calda estate sembra infiammata da tanti dibattiti, fra questi in termini socio antropologici torna a farsi sentire, aggiungerei ciclicamente, quello sulle generazioni a confronto. La questione oltre ad infiammare l’Agorà mediatica a quanto pare sembra provocare scontri anche in casa mia, fra me e il mio vivacissimo figlio tredicenne, che adora alla minima occasione darmi della “boomer”.

Ad accendere la miccia appunto la contrapposizione fra boomer e Gen Z, coloro che non sanno letteralmente cosa significhi vivere in un mondo non iper-connesso. Questi giovanissimi ipercritici, che utilizzano la rete per informarsi su ogni cosa, etichettano come boomer tutti quelli che considerano “vecchi” (sai che novità). Non solo dal punto di vista anagrafico ma soprattutto per modo di vestire, ascoltare musica, parlare ed approcciare ai social. Ma va detto i boomer hanno una collocazione storica ben precisa: si definiscono baby boomers tutti coloro che sono nati tra il 1946 e il 1964, responsabili dell'esplosione demografica che ha poi portato gli over 40 ad essere la popolazione più ampia in questo momento.  Sono la generazione della casa di proprietà, del posto fisso, delle pensioni sicure.

Il punto della questione a ben vedere però è molto più complesso di un semplice termine: questo dibattito è in piedi dalla notte dei tempi. Chi di noi non ha sentito la necessità di contrapporsi ai propri genitori soprattutto da ragazzo? Essere “contro” è quasi un passaggio obbligato verso l’età adulta, un percorso necessario per poi ritrovarsi più avanti (speriamo) con nuove consapevolezze. Quindi, tutto sommato al di là dell’etichetta che vogliamo affibbiare alle varie generazioni, Generazione X, I Millenials, Gen Z, Boomer: “giovani” e “vecchi” restano semplicemente due momenti ineludibili della vita, con pro e contro.

 “Ti ho chiamato – Aspettami! – ma non hai risposto. Non mi sentivi più. Finalmente potevo diventare vecchio.”

Michele Serra (Gli sdraiati)