Milleunadonna

Si può diventare anziani oppure si può fare come Ornella Vanoni: la signora della musica a 88 anni non perde un colpo

L'età può farti diventare vecchio, ma la vecchiaia è più che altro un'attitudine. Un modo di essere che invece può farti tornare a recitare in teatro

di Tiscali News

“Essere anziani non indica davvero un periodo della vita, un numero di anni. Essere anziani è un attitudine, un punto di vista. E’ il modo in cui vedi le cose. Alcuni sono anziani da quando hanno vent’anni. Io no, non sono un anziano. Io sono un vecchio stronzo.”

Così, nel suo ultimo esilarante spettacolo, Geroge Carlin racconta cosa vuol davvero dire invecchiare. Con il grandissimo vantaggio che, da vecchio non hai più l’obbligo di ricordarti le cose e soprattutto non sei più responsabile di nulla.

Ecco, l’Ornella Vanoni di oggi. Una donna mai diventata anziana, sempre giovanissima dentro, ma che può concedersi il lusso di esagerare, di essere sopra le righe, di usare parole prima tenute lontane dagli studi tv e soprattutto, il lusso di dimenticarsi le cose.

Come qualche giorno fa quando sul palco di Arena Suzuki ’60 ’70 ’80 e… ’90′, all’Arena di Verona si è rifiuta di cantare sulle basi musicali e davanti ad Amadeus esterrefatto ha detto piccata: “Scusate ma io non mi ricordo più, le basi sono troppo vecchie”.

Le sue uscite dissacranti sul piccolo schermo ormai non si contano più e hanno consacrato la Vanoni a star dei meme. Il suo viso spesso sbuffante e insofferente è ormai ovunque sui social e nelle chat di whatsapp.

Ma nonostante stramberie e fare eccentrico, la signora della musica Italiana è ancora lucidamente qui. La stessa che voleva fare l’estetista ma invece finì per iscriversi alla scuola del Piccolo di Milano dove divenne prediletta di Strehler prima e compagna poi. In un Italia degli anni 50 lei, ventenne, compagna di un uomo sposato, artista e di sinistra. Coraggiosa, bravissima e intelligentissima come allora, di andare in pensione non ci pensa proprio e anzi è sempre pronta a rimettersi in gioco, che sia un nuovo disco, una collaborazione con qualche collega, una partecipazione in tv.

Stavolta è un tour che la riporta a teatro, suo grande e mai abbandonato amore, scrive Ansa. "Ma si tratta solo di poche date. E anche ben distanziate. Ho bisogno di riposare perché sul palco mi spendo molto. E se la voglia di esibirmi è sempre tanta, ogni tanto il corpo ti dice basta", ammette all'ANSA senza falsi pudori. La forza e la tenacia che ancora la guidano, spiega, hanno una sola origine: "la passione". "Ho studiato a Parigi, Londra e quando sono arrivata a Milano, ero timidissima e non sapevo dove andare; ho scelto la scuola del Piccolo per superare il mio imbarazzo. Io ero una cosa da inventare e Strehler mi ha inventata come donna e come attrice: ero come un Pinocchio. Il rapporto col pubblico è una cosa meravigliosa, una passione che io ho ancora e della quale non posso fare a meno. Ho superato la mia timidezza, per questa grande passione. In questa nuova tournée, mi racconterò dialogando con il pubblico, e questo è Teatro". Altro che "ultimo tour" come aveva ipotizzato con lo show della stagione 2014-2015. "Si va avanti finché si può". Intanto si può. E allora pronti per questi otto appuntamenti tra novembre e dicembre (il via il 10 da Firenze, per toccare poi Bologna, Torino, Genova, Padova, Roma, Brescia, Milano), tutti declinati al femminile. Nel titolo, Le Donne e la Musica, e nella composizione che salirà sul palco insieme a lei. "Cinque musiciste bravissime. L'idea è nata grazie al confronto con il mio amico Paolo Fresu. Mi ha detto che a Berchidda, il festival Jazz che dirige, c'erano queste ragazze molto molto brave. E allora ho pensato di fare un gruppo di tutte donne. Nel resto del mondo non è una novità. In Italia sì". Lo spettacolo che porta in giro per l'Italia sarà l'occasione per parlare di "cose sulle donne, ma anche sugli uomini. Senza per forza dimostrare che tutte le donne siano eccezionali. Abbiamo visto che con il #metoo c'è chi ne ha approfittato largamente. Nessuna donna ha piacere di essere stuprata, ma dipende anche da chi sei, da come ti proponi come persona. Se per incontrare un produttore vai nel suo appartamento e non nel suo studio...". E cita Asia Argento e il caso Weinstein. Ma di donne, oggi, si parla anche per le proteste che stanno infiammando l'Iran dopo la morte di Mahsa e Hadis. "Tutto ciò nasce dalle religioni. Anche la Bibbia ha influenze arabe. Le donne iraniane stanno dimostrando estremo coraggio". "L'attualità - dice ancora Ornella - è mostruosa e siamo sopraffatti dalle immagini che ti dicono tutto ciò che succede nel mondo. Anche per questo nessuno legge più... 'Vediamo' la guerra, la nube tossica nel mar Baltico e così via. Il nuovo Governo? Mi sembrano tutte persone un po' consumate... niente di nuovo all'orizzonte, Non viviamo un bel momento, ma inutile farlo pesare in teatro".

Saranno invece le canzoni dai suoi 50 dischi in studio, "quelle classiche e le 'orfanelle' che non hanno la stessa popolarità", al centro di tutto. Musica e parole "per far ridere, per essere un po' tristi anche, ma niente tragedie. Anche perché la vera tragedia è la povertà". E allora l'augurio che si può fare è solo uno: "speriamo che noi ce la caviamo".