Naty Abascal, l'affascinante aristo-mannequin che Valentino compara ad un uccello del Paradiso

Una delle donne più corteggiate e amate, di un'eleganza suprema, diva assoluta, star tra le star

TiscaliNews

La leggendaria mannequin, giornalista, stylist e scrittrice Naty Abascal (Natividad Abascal y Romero-Toro), sivigliana doc e duchessa di Feria, una delle donne più corteggiate e amate, di un'eleganza suprema, diva assoluta, star tra le star, (Oscar de la Renta, Valentino, Salvador Dalì, Andy Warhol, Woody Allen), dal 1984 è tra i nomi più acclamati dell'International Best- Dressed List. E' uscito, al momento solo in edizione inglese, 'Naty Abascal: The eternal muse inspiring fashion designers', un percorso di vita e di passioni realizzato attraverso alcuni dei capi del suo imponente guardaroba.

Un'avventura cominciata nel lontano 1964 quando il creatore spagnolo Elio Berhanyer chiede alla giovane Naty (all'epoca aveva solo 21 anni) e alla sorella gemella Ana Maria di sfilare a New York durante l'Esposizione Universale. Sconosciute, ma subito consacrate dalla stampa internazionale, anche dal temutissimo New York Times.

Richard Avedon vuole incontrarle e conoscerle. Nel suo studio fotografico sulla 58esima avenue, Naty Abascal incontra Twiggy e Veruschka, Andy Warhol e Salvador Dalì, top tra le top, diventa inseparabile dei più grandi nomi dell'haute couture, da Oscar de la Renta a Valentino, posa per Playboy e si ritaglia un piccolissimo ruolo nella seconda pellicola di Woody Allen, 'Bananas'. "Una stagione di grandi scoperte, di assoluta libertà - ha confessato in una intervista al settimanale francese 'Point de vue' Naty Abascal.

Nel 1977 addio sfilate, set e servizi fotografici. Naty Abascal sposa, in seconde nozze, un discendente di re Alfonso X di Castiglia, Rafael de Medina Y Fernandez de Cordoba, duca di Feria. Unione felice allietata dalla nascita di due figli, Rafael (alla guida della griffe Scalpers) e Luis. Ma la luna di miele dura solo 12 anni. Le luci della ribalta ritornano a risplendere per l'affascinante mannequin che Valentino compara ad un uccello del Paradiso. "In fondo lo stile di una donna- amava ripetere- è la relazione che ognuna di noi ha con la vita. I viaggi, le relazioni personali, il modo di indossare un abito. La bellezza? E' semplicemente il frutto di una vita sana".

E di abiti si parla nella mostra ideata da Eugenio Lopez Alonso, alla guida della Fondazione d'Arte Jumez a Città del Messico, firmati Valentino, Balenciaga, Givenchy, Oscar de la Renta, uno spaccato di vita e d'haute couture. "In fondo un abito, di per sè, non ha alcun valore - ha raccontato ancora - Racconta la vita che ognuno di voi infonde in una creazione, la sua storia. Il mio preferito? Quello in crepe di seta verde di Valentino indossato per il mio matrimonio di mio figlio Rafael. L'ho conosciuto per la prima volta nel 1965, ho sfilato per lui a Roma. Ho imparato molto dal celebre couturier italiano, nei suoi confronti nutro una profonda riconoscenza, un maestro, un signore assoluto Valentino, unico nel decriptare codici estetici".

Naty Abascal ha sempre ammirato l'originalità di Christian Lacroix, "la generosità, l'umiltà, la sensibilità di Oscar de La Renta", ha aggiunto nell'intervista. Immortalata da Mario Testino, Richard Avedon, Horst P. Horts e lord Snowdon, Naty rivela che il suo stile, personalissimo, è "iperclassico, ma sofisticato, con tocchi di eclettismo puro. E poi amo i colori, non mi stancherei mai di mixarli, confonderli, miscelarli".

Fonte Adnkronos