Bimbi morti in auto: in attesa di una legge ecco cosa si può fare per salvare i propri figli

Giorgia Meloni auspica la pronta approvazione di una legge che istituisca l’obbligo di installare nelle auto dei seggiolini dotati di allarme. Ma ci sono già delle soluzioni alla portata di tutti

Seggiolini per auto (Ansa)
Seggiolini per auto (Ansa)
TiscaliNews

L’ultimo appello è di Giorgia Meloni che si è rivolta a tutti i gruppi parlamentari "affinché aderiscano alla richiesta di procedura d'urgenza per accelerare l'iter e consentire l'approvazione della proposta di legge che modifica il codice della strada per rendere obbligataria l'installazione nei seggiolini di strumenti di allarme 'salva bebè', come già previsto ad esempio negli Stati Uniti, prima dell'arrivo dell'estate, quando il caldo aumenta il rischio di questi incidenti".  "Pochi giorni fa - sostiene la leader di FDI - un altro terribile episodio di un bambino morto perché dimenticato in auto dai genitori. Una tragedia che colpisce al cuore, ma che poteva essere forse evitata. E' il settimo caso dal 2011”.

Negli Usa in vigore l’obbligo

Come ha ricordato la Meloni, l’obbligatoria l'installazione nei seggiolini di strumenti di allarme, già adottata ad esempio negli Stati Uniti, ha dato i suoi frutti. Purtroppo anche nell'ultima legislatura si era fatto il tentativo ma la proposta si è arenata. Quindi per il momento bisogna fare i conti con all’assenza di obbligatorietà. I genitori che vogliono stare sicuri hanno però già a disposizione una serie di opportunità.

Le soluzioni

A parte i seggiolini di cui sopra, dotati di sistema di allarme, ci sono dispositivi sonori applicabili a qualsiasi modello di seggiolino e anche app in grado di attivarsi in caso di bimbo dimenticato e di chiamare un numero in caso di emergenza. Fra i dispositivi sonori c’è per esempio quello lanciato da Carlo Donati e Michele Servalli, genitori, che hanno messo a punto “Remmy” un sistema di allarme adatto a tutti i seggiolini che si installa sotto il dispositivo di ritenuta e si può acquistare online a 60 euro (remmy.it). C’è poi, come scrive La Repubblica, il “salva-bebè” ideato nel 2012 da Fioravante Tiveron: un dispositivo composto da due sensori, uno da collegare al seggiolino auto e l’altro al sedile del guidatore; se il guidatore si allontana parte un segnale acustico e luminoso che ricorda la presenza del piccolo nella vettura.

Per non dimenticarlo

C’è l’idea degli studenti dell’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena: il seggiolino “Ricordati di me”, che può essere collegato all’impianto elettrico dell’auto o funzionare in autonomia. Se il sistema registra che il bambino è presente nel seggiolino ma lo sportello lato guida è stato aperto, il motore è spento e il sedile del guidatore è vuoto, si attivano le quattro frecce e si apre il finestrino di qualche centimetro. Se non interviene nessuna azione da parte del genitore-guidatore, il sistema fa partire un allarme e invia sms al cellulare impostato con cadenza regolare. Ma c’è anche il BebéCare sviluppato da Samsung sui modelli Chicco, che lancia i primi due modelli sul mercato, per bambini dalla nascita fino ai 13 chili.

Le app gratuite

Ci sono poi idee a costo zero come il “Child Reminder Alert”, letteralmente “Promemoria bimbo in auto”, lanciato dall’applicazione gratuita Waze per smartphone. Tutte queste soluzioni richiedono però una cosa: che sia il genitore a prendere consapevolezza che dimenticare il proprio figlio in auto sia “una cosa che può capitare anche a me”. Ricordiamo infatti che in un giorno in cui la temperatura esterna raggiunge i 30 gradi all'interno di un'auto si arriva rapidamente a 54, una temperatura insopportabile anche per un adulto. Lo sottolinea uno studio pubblicato su Pediatrics dalla Stanford University, che ha verificato che la temperatura massima si raggiunge in un'ora.

Ma dopo 30 minuti già a 43°

I ricercatori hanno misurato l'andamento del calore all'interno di un'auto scura lasciata al sole con diverse temperature di partenza, da 22 a 30 gradi. "L'andamento è indipendente dalla temperatura iniziale - scrivono gli autori -, e in media la temperatura sale di 3,2 gradi ogni 5 minuti, con l'80% dell'aumento totale che si raggiunge nei primi 30". In dettaglio, se la temperatura esterna è di 30 gradi, dopo 15 minuti all'interno dell'abitacolo si arriva a 43, dopo mezz'ora a 49, dopo 45 minuti a 52 e dopo un'ora a 54. Anche in giornate relativamente fresche, di 22 gradi, dopo mezz'ora l'auto arriva a 40 gradi, e dopo un'ora supera i 44. "Anche lasciare i finestrini leggermente aperti non rallenta il riscaldamento e non diminuisce significativamente la temperatura raggiunta".

Record di morti negli Usa

Secondo il sito noheatstroke.org dal 1998 negli Usa sono morti di ipertermia 709 bambini lasciati in auto, di cui nove solo quest'anno, con le cifre annuali che oscillano tra i 49 del 2010 e i 24 del 2015. Nel 54% dei casi si trattava di bambini dimenticati dai genitori, nel 28% di bimbi che giocavano in un'auto senza supervisione, nel 17% erano invece stati lasciati intenzionalmente in auto mentre nell'1% dei casi le cause sono sconosciute.