Contraccettivi troppo cari, rendiamoli gratuiti: le regioni dove è attiva la campagna

Mentre a livello nazionale non si muove ancora nulla, sono le regioni che si stanno attivando per rendere gratuiti i contraccettivi

Contraccettivi troppo cari, rendiamoli gratuiti: le regioni dove è attiva la campagna
TiscaliNews

Che si tratti pillola, spirale, profilattico o pillola del giorno dopo, il costo dei contraccettivi non è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale e si rivela troppo oneroso per tante coppie in difficoltà economica. Il rischio è che i rapporti vengano consumati senza protezione, da gravidanza indesiderate e da malattie sessualmente trasmissibili. Insomma a differenza di altri Paesi europei, come la Francia, il Belgio e la Germania, la contraccezione è interamente a carico delle cittadine e dei cittadini, salvo rare iniziative locali. Sono infatti le regioni che si stanno muovendo per rendere gratuita la contraccezione.

Le regioni dei contraccettivi gratuiti

È il caso della Regione Puglia, che dieci anni fa è stata la prima ad avviare la distribuzione gratis di contraccettivi nei consultori a determinate categorie di persone, e dell’Emilia Romagna, del Piemonte e della Lombardia, che di recente si sono mosse nella stessa direzione. Anche in Toscana si stanno attivando per arrivarci ma il tutto è lasciato a iniziative di singoli enti.

La petizione

C’è poi la petizione promossa dal Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole che propone soluzioni concrete in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per superare l’arretratezza dell’Italia su questo fronte. Preservativi maschili o femminili per alcune categorie a maggior rischio, spirali al rame o medicate con progestinici, contraccettivi orali, cerotti anticoncezionali, anelli vaginali e impianti sottocutanei con progestinici: la proposta del Comitato spiega quali sono i contraccettivi essenziali per il loro profilo di sicurezza, facilità d’uso ed efficacia.

La rimborsabilità

Primo risultato positivo della petizione per la contraccezione gratuita è che l'AIFA sta valutando la rimborsabilità delle pillole contraccettive per alcune categorie fragili della popolazione. Lo ha annunciato il Sottosegretario per la Salute Onorevole Armando Bartolazzi in risposta a un'interrogazione parlamentare dell'Onorevole Michela Rostan, di Leu.

L'interrogazione parlamentare

L'interrogazione presentata dall'Onorevole Michela Rostan in data 25 ottobre 2018, che cita le 65 mila firme raccolte dalla petizione per la contraccezione gratuita, chiede alla Ministra della Salute, Onorevole Giulia Grillo, “se non ritenga di assumere una iniziativa, per quanto di competenza, per garantire l'accesso gratuito e universale alla contraccezione, come già previsto dalla legge n. 194 del 1978, includendo i contraccettivi tra gli ausili per la cura e la protezione personale erogabili gratuitamente e prevedendone la distribuzione nei consultori come previsto dalla legge n. 405 del 1975”.
Il Sottosegretario Onorevole Armando Bartolazzi, rispondendo in rappresentanza della Ministra della Salute, ha annunciato l'intenzione dell'Aifa di riportare in classe A, dunque di rendere rimborsabili, alcuni contraccettivi ormonali orali. Un primo passo nella giusta direzione.