Pillola abortiva boicottata in decine di ospedali: “Ru 486 osteggiata dai primari antiabortisti”

Ci sono ospedali dove non viene usata per niente, altri in cui la metà degli aborti si fanno tramite il farmaco. I motivi di queste differenze sarebbero tutti discrezionali e non clinici

Pillola abortiva boicottata in decine di ospedali: “Ru 486 osteggiata dai primari antiabortisti”
TiscaliNews

Come mai ci sono strutture sanitare dove la metà degli aborti viene fatto con la famosa Ru486 e altre in cui la pillola abortiva è una perfetta sconosciuta? Se lo sono chiesti a La Repubblica dopo avere valutato i dati di diffusione di quello che è considerato “il farmaco più osteggiato d’Italia nel primo decennio del 2000”. Parliamo infatti di differenze dallo zero al 40, 60, 80 per cento nell’arco di poche decine di chilometri. Ci sono ginecologie in cui la pillola abortiva non viene nemmeno presa in considerazione e altre dove l’interruzione di gravidanza farmacologica supera di gran lunga quella chirurgica. Una schizofrenia sanitaria che non ha alcun legame con motivi clinici né con l’efficacia, che dovrebbero essere gli unici criteri guida nella scelta.

Un farmaco osteggiato da sempre

Se in principio c’è stata molta diffidenza nei confronti del farmaco, oggi queste diffidenze dovrebbero essere superate proprio dalle buone pratiche; dagli esempi, cioè, proprio delle strutture sanitare che la usano da tempo e con efficacia. Invece assistiamo a differenze come quella tra la Liguria, dove oltre il 44% degli aborti è eseguito grazie alla Ru 486, e la Campania, ferma a un misero 5.8%.

Intervento o farmaco?

Se si chiede a chi è competente in materia il motivo di questa forbice, si scopre però che i pareri sono diversi, cosa che conferma la discrezionalità con la quale si suggerisce a una donna l’aborto tramite intervento e tramite farmaco.
La storia della pillola abortiva è stata molto travagliata e uno dei motivi per il quale il suo ingresso nel sistema sanitario nazionale è stato osteggiato fu che si temeva di “semplificare” l’aborto, banalizzarlo rendendolo più frequente. Mai previsione fu più errata, visto che gli aborti in Italia sono in continuo calo.

Pregiudizio e ignoranza

Il problema è che la diffidenza non è terminata neanche di fronte ai dati e molti medici non adottano la soluzione anche per scarsa conoscenza del farmaco, il che è grave. C’è chi ipotizza un boicottaggio per motivi etici, a partire dai primari obiettori che “vogliono rendere le cose più difficili alle donne che vogliono abortire nei loro reparti”. Secondo una ginecologa che invece fa usa del farmaco, alcuni suoi colleghi temono di perdere potere a favore di “un’autonomizzazione eccessiva delle donne, sfumando il ruolo del medico”.