"Mia nipote, immunodepressa, durerà quanto un gatto in tangenziale". Lettera al M5S

Claudio Puoti, una vita tra ricerca, libri e corsie, scrive al Movimento. Dietro l'ironia si intuisce il dramma della sua famiglia

La senatrice Paola Taverna
La senatrice Paola Taverna
TiscaliNews

"Gent.ma On. Sen. Paola Taverna, Preg.mo sig. Consigliere Reg. Lazio Davide Barillari, mi rivolgo a Voi, tra i massimi esperti di immunologia, infettivologia e microbiologia per chiedere alla Vostra preclara competenza un parere scientifico e clinico". Inizia così la lettera aperta, affidata a Facebook, inviata ai vertici del Movimento 5 Stelle da Claudio Puoti. Che chiede ironicamente, ma non troppo, consiglio. Perché "io – benché medico internista ed infettivologo con 40 anni di esperienza clinica e di ricerca alle spalle, 15 anni come Primario Medico di Ruolo, tre specializzazioni, due idoneità nazionali a Primario, docente universitario – non sono in grado di assumere una decisione".

Il paradosso

Questo il caso, venuto a crearsi dopo l'inserimento nel decreto Milleproroghe delle nuove e controverse norme sulla vaccinazione "obbligatoria e flessibile" dei bambini che devono andare a scuola. "Ho una nipotina di appena sei anni (6 anni!) operata tre mesi fa per una rarissima forma di cancro ovarico ed attualmente in chemioterapia. Ha ovviamente la conta dei neutrofili bassissima (data la Vostra specifica e profonda cultura in materia ritengo pleonastico spiegarVi cosa sono i neutrofili e come ci difendono dalle infezioni), ma il problema è che fra meno di un mese dovrebbe rientrare a scuola".

Bimba immunodepressa

Il problema è che "secondo i ridicoli e squallidi dogmi dell’OMS, dell’ISS, della FIMMG, della FNOMCeO, di tutta la comunità scientifica internazionale e via dicendo (peraltro sicuramente al soldo delle multinazionali come Lei, Cons. Barillari, ci ha ben chiarito di recente) ed ai quali io ho scioccamente ed acriticamente creduto per 40 anni, la bimba va considerata un soggetto immunodepresso".

Vaccini e obbligo scolastico

“E ora cosa si fa, Gent.ma Sen. Taverna e Preg.mo Cons. Barillari? Non la mandiamo a scuola, negandole l’ obbligo scolastico? O la mettiamo in una classe di bimbi vaccinati, isolandola in una condizione “similabile” (pensi Sen. Taverna, ho sempre creduto che si dicesse “assimilabile”) ad un ghetto? e chi mi garantisce che le autocertificazioni siano attendibili? In Italia? Ma che, 'davero'? Oppure la mando dai 'cuggini' con morbillo in atto, così si immunizza prima, secondo le indicazioni scientifiche della Sen. Taverna? Non pensa che durerebbe meno di un gatto in tangenziale?", chiede Puoti.

Il primato della politica sulla scienza

Conclusione: "Attendo con ansia il Vostro consiglio che sarà sicuramente illuminato, dato che come ci ha illuminato Barillari la politica viene prima della scienza, la quale è asservita al grande capitale mondiale; però mi raccomando la celerità del vostro parere, perché tra poco la bimba dovrà rientrare a scuola.
Però avrei ancora una curiosità: Cons. Barillari, se le Sue posizioni sono davvero così lucide e cristalline, come mai il suo stesso movimento l’ha 'cazziata' (come si dice a Roma)?" Immancabilmente c'è il postscriptum: "P.S: ciò che mi stupisce di più è la Ministra Grillo, che essendo mia collega forse dovrebbe ricordare di essere prima un medico e poi un politico".