Primo giorno in classe col caos vaccini, “ma la legge è chiara”: tutto quello che c'è da sapere per il ritorno a scuola

Lorenzin: 'Casi singoli, non c’è alcun caos'. La circolare ministeriale stabilisce la regola per tutto il territorio nazionale: uniche deroghe da parte della Lombardia e del Trentino Alto Adige

di Redazione

Non si placa la polemica sui vaccini a scuola e con l'inizio delle lezioni arrivano nuovi scontri politici. Non in regola con vaccinazioni o autocertificazioni, alcuni bimbi sono stati rimandati a casa a Udine, dove è sceso in campo un avvocato per documentare l'appuntamento con una Asl, a Roma, in un istituto comprensivo, a Milano dove una coppia di genitori ha chiamato i carabinieri, a Padova da scuole aderenti alla Fism. Ma sono 'singoli episodi' e con il caos 'c'è una bella differenza', ha assicurato la ministra della Salute Lorenzin aggiungendo che a non si sono avute 'situazioni di particolare stress. Per qualsiasi genitore che volesse mettersi in regola rispetto alla prenotazione della vaccinazione abbiamo offerto tutti gli strumenti necessari'.

La polemica con Virginia Raggi

Non la pensa così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che in una lettera inviata alla stessa Lorenzin e alla sua collega dell'Istruzione, Fedeli parla di normativa 'confusa' e 'poco chiara', 'applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia' e paventa il rischio di una 'discriminazione tra cittadini di serie A e di serie B rispetto alla loro collocazione geografica'. In serata, le ministre hanno risposto alla Raggi esprimendo 'apprezzamento' per la decisione del Campidoglio di allinearsi comunque alle norme fornite dalle circolari ministeriali.
Certo è che le Asl sono subissate di prenotazioni per i vaccini con aumenti fino al 350%, come accade nei territori che fanno capo all'Asl Toscana centro.

Uniche deroghe alla circolare ministeriale in Lombardia e Trentino Alto Adige

Intanto, in Lombardia è stato firmato un decreto che formalizza il 'Percorso di recupero dell'inadempimento' per convincere coloro che non hanno consegnato, nel termine fissato (ieri) la documentazione richiesta dalla legge vaccini. 'Un provvedimento che consentirà ai nostri medici - ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera - di tentare di convincere, entro 40 giorni (10 sono concessi alle scuole per inviare elenchi nominativi alle Ats), i genitori più reticenti a ricredersi e acconsentire alla vaccinazione. In caso contrario, coerentemente con l'obiettivo della legge che è aumentare la copertura vaccinale, avvieremo le procedure per la segnalazione e sanzione'. Maglie più larghe anche in Trentino Alto Adige: per i bambini non in regola con le vaccinazioni, ovvero anche privi di prenotazione per effettuarla, in Trentino non scatterà subito l'espulsione, ma verranno consegnati domani appositi moduli ai genitori. In Alto Adige inoltre è l'Azienda sanitaria a occuparsi delle prenotazioni.

 La regola generale: niente nido o materna per chi non è vaccinato

Al netto delle polemiche politiche e delle oggettive difficoltà che il territorio può incontrare nell’uniformarsi, la circolare appare però abbastanza chiara nei suoi contenuti: niente nido o materna per chi non è vaccinato, anche se i genitori pagano la multa, mentre chi vuole che il proprio figlio sia esonerato deve chiedere un certificato che attesti il pericolo dall'immunizzazione al pediatra. Le circolari del ministero della Salute e del Miur fanno chiarezza sui punti dubbi della legge sull'obbligo vaccinale.

Documenti necessari

Per i genitori che hanno fatto fare tutte le vaccinazioni obbligatorie ai propri figli per quest'anno sarà necessario portare a scuola copia del libretto di vaccinazione timbrato dalla Asl o il certificato vaccinale o un'attestazione rilasciata dalla Asl, mentre quando la riforma sarà a regime Asl e istituti scolastici dovrebbero 'parlarsi' autonomamente, scambiando le informazioni sugli iscritti.

Scadenze

Entro il 10 settembre la documentazione va portata a nidi e materne, mentre il 31 ottobre è il termine per le altre classi della scuola dell'obbligo.

Autocertificazione

Se non si trova il libretto vaccinale si può presentare un'autocertificazione per dichiarare le vaccinazioni effettuate. Sempre entro il 10 settembre per nidi e materne, mentre il 31 ottobre è il termine per le altre classi della scuola dell'obbligo. Per chi opterà per l'autocertificazione c'è tempo poi fino al 10 marzo per portare i documenti ufficiali.

Prenotazione

Se un bambino (0-6 anni) non ha effettuato una vaccinazione obbligatoria entro il 10 settembre, può frequentare la scuola a patto che dimostri la prenotazione alla Asl. Se un figlio ha tra 6 e 16 anni e non ha effettuato uno dei vaccini potrà frequentare la scuola ma il genitore sarà contattato dalla Asl per un colloquio informativo. Qualora non si provveda verrà applicata una sanzione pecuniaria.

La multa non basta

Contrariamente alle speranze di qualche genitore “no vax” il semplice pagamento della multa non basterà a iscrivere ai servizi per l'infanzia il bambino, mentre per la scuola dell'obbligo l'iscrizione resta possibile. 'La sanzione estingue l'obbligo della vaccinazione - si legge in una delle circolari del ministero della Salute - ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell'infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l'anno di accertamento dell'inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all'adempimento dell'obbligo vaccinale'.

Malattie già contratte

Se un bambino ha già avuto una delle malattie è sufficiente che il pediatra o il medico di base lo attesti.

Libretto vaccinale

Se alcune vaccinazioni sono state effettuate privatamente, bisogna recarsi alla Asl per la convalida delle stesse sul libretto.

Malattia

In caso di impossibilità definitiva a vaccinare un figlio a causa di una malattia, serve l'attestazione del pediatra. Se è malato in modo temporaneo basterà presentare sempre un'attestazione del pediatra e posticipare la vaccinazione.
Per maggiori informazioni visita il sito www.salute.gov.it/vaccini o telefona al numero verde 1500.