Proteggiamo i bambini dai malanni di stagione

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Respiro sibilante, tosse, febbre, naso chiuso e starnuti frequenti colpiscono molti bambini al rientro a scuola, soprattutto quelli più piccoli, che frequentano elementari e medie. E cominciano le assenze. Il primo episodio ( che non è ancora l'influenza) arriva in genere dopo due-tre settimane dall'inizio e riguarda più spesso i bambini con un passato di episodi ricorrenti di tosse, raffreddore, bronchiti, broncospasmo o asma. A favorire l'attacco dei virus respiratori, come il rinovirus, responsabile del raffreddore, sono il freddo e l'umidità, ormai in agguato, ma anche l'ambiente chiuso e lo scarso ricambio d'aria delle classi gioca un ruolo decisivo, aumentando la diffusione delle malattie virali.

La cosiddetta "sindrome della campanella", una vera e propria patologia stagionale, chiamata così proprio perchè affligge i più piccoli con il ritorno alla vita di comunità, non va però sottovalutata, ma prevenuta, seguendo alcune raccomandazioni ed eventualmente iniziando una cura con farmaci appropriati. Solo il pediatra può valutare però quando, se e come utilizzarli. "Diversi studi hanno dimostrato che una terapia preventiva iniziata nei primi giorni di settembre nei bimbi più predisposti ad ammalarsi con farmaci antinfiammatori (steroidi inalatori o antileucotrienici ) può essere efficace per migliorare il controllo dei sintomi e ridurre il numero delle riacutizzazioni"- spiega Eugenio Baraldi, dell'Unità di Pneumologia e Allergologia Pediatrica del Dipartimento Salute Donna e Bambino all' Università di Padova.- "Queste terapie di fondo possono aiutarli a migliorare la loro qualità di vita, limitando le assenze scolastiche e permettendo un'attività sportiva costante,che contribuisce a fortificare il sistema immunitario, rendendolo più resistente all'aggressione di virus e batteri".

I corticosteroidi somministrati per via inalatoria sono anche la principale terapia di mantenimento nell'asma persistente, così come i farmaci antileucotrienici, che per la loro specifica azione antinfiammatoria, possono essere indicati insieme ai corticosteroidi sia nel "wheezing" ( il respiro sibilante) persistente dell'età prescolare, sia nell'asma persistente del bimbo che va a scuola. Quanto al dosaggio, deve essere il più basso possibile, ma in grado di controllare i sintomi, mentre la cura potrà essere interrotta in presenza di periodi lunghi di benessere.

Ma quali sono le raccomandazioni per i genitori? Innanzitutto non sottovalutare mai i sintomi di una cattiva respirazione, la tosse e il raffreddore frequenti, il respiro " a fischietto" che insorge specialmente dopo uno sforzo (come un pianto prolungato, una risata, una corsa affannosa), le ricadute subito dopo la ripresa della scuola. Ha importanza anche l'igiene delle mani (con lavaggi frequenti), la pulizia e l'arieggiamento della cameretta: limitare peluche, tende e tappeti, proteggere materassi e cuscini con tessuti di protezione, controllare che non ci siano muffe sulle pareti, scegliere materiali a bassa emissione di inquinanti chimici per l'arredamento. E ancora, fare attenzione al fumo passivo, arieggiare gli ambienti a lungo se qualcuno ha fumato, non non prenderlo in braccio dopo aver spento la sigaretta, perchè le sostanze dannose restano nell'aria e sui tessuti.

Quanto all'alimentazione, è consigliata la dieta mediterranea, ricca di pesce, grano, olio extravergine di oliva, vegetali e frutta che contengono vitamina C, importante per il sistema immunitario (soprattutto agrumi, kiwi, ananas, pomodori, cavolfiori).

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