Diabete di tipo 2, cure sempre più "su misura" che vanno condivise anche da chi ne soffre

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Quasi 5 milioni, una persona su 16: tanti sono i malati di diabete, 3.750.000 dei quali ufficiali e 1.250.000 ignari di avere la malattia, ma il numero è destinato aumentare per colpa della sedentarietà e dell'alimentazione, che abbonda in grassi animali e alimenti raffinati. E' un'epidemia mondiale, che ormai non risparmia più neppure molti paesi in via di sviluppo. I costi? Il Sistema Sanitario Nazionale spende circa 15 miliardi di euro l'anno, tra ricoveri ospedalieri legati alle complicanze della malattia, farmaci antidiabetici, cura delle patologie associate, come ipertensione o ipercolesterolemia e prestazioni specialistiche.

La gestione della malattia non è semplice, soprattutto negli anziani, più soggetti a episodi di ipoglicemia: il trattamento, spesso ostacolato da alcune variabili (dieta scorretta, scarsa attività fisica, cattiva aderenza alla terapia, uso sbagliato dei farmaci), deve essere sempre tagliato "a misura" del paziente, cioè studiato in base alle sue caratteristiche, all'età e allo stile di vita. Per facilitare il controllo e la gestione del diabete è ora disponibile online un algoritmo, cioè un percorso logico, che attraverso vari passaggi porta alla soluzione più appropriata, in questo caso alla cura personalizzata del diabete di tipo 2 o adulto, la forma più diffusa, legata soprattutto al sovrappeso e all'obesità e curabile nella maggior parte dei casi con dieta e ipoglicemizzanti orali (spesso serve però la terapia insulinica). Realizzato dall'AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco, insieme alla Società Italiana di Diabetologia (SID) e l'Associazione Medici Diabetologi (AMD), l'algoritmo per il diabete è consultabile sul Portale dell'Aifa (nella sezione "Percorsi Decisionali sui Farmaci") sia dal medico, sia dal paziente, che meglio informato sulla sua situazione seguirà la terapia in modo più scrupoloso.

Ma come funziona l'algoritmo? E' diviso in tre sezioni, di cui la prima finalizzata ad individuare l'obiettivo glicemico ideale del paziente(il cosiddetto livello target), che può variare da una persona all'altra e con l'età, la seconda e la terza a facilitare la scelta della terapia in presenza o meno di intolleranza alla metformina, il farmaco più usato nel diabete di tipo 2. Per identificare il livello glicemico target, deve essere valutata nel sangue l'emoglobina glicata(HbA1c), espressione dei valori di glicemia degli ultimi mesi e del livello di controllo del diabete, quindi predittiva di eventuali complicanze micro e macrovascolari del diabete: per la maggior parte dei pazienti adulti con diabete di tipo 2, sono raccomandati livelli di HbA1c molto vicini al 7%, valore in grado di ridurre l'incidenza di malattie della retina, dei reni e del sistema nervoso, ma anche delle complicanze macrovascolari a lungo termine. Nelle persone più anziane, fragili e con malattia avanzata o complicata sono preferibili livelli di emoglobina glicata anche un po' più alti(per esempio <8%) ed è determinante evitare crisi ipoglicemiche.

Raggiungere o mantenere l'obiettivo glicemico individuato con l'algoritmo è possibile: per chi soffre di diabete il primo passo è modificare e mantenere uno stile di vita sano, migliorare le proprie abitudini alimentari, fare un'attività fisica costante, tenere sotto controllo il peso. Se queste misure non bastano, va iniziata o modificata la terapia farmacologica. Anche in questo caso la scelta dei farmaci ( di cui si parla nella seconda e terza sezione dell'algoritmo) dipende dalle caratteristiche del paziente, che deve comunque sempre condividere le decisioni con il medico. Secondo i dati dell'Osservatorio Aifa sull'impiego dei medicinali (OsMed) nel periodo gennaio-settembre 2014, il 61,7% dei pazienti italiani con diabete di tipo 2 ha seguito correttamente le terapie prescritte.

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