Chirurgia bariatrica, il futuro sono le Obesity Unit

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

E' l'obesità grave, con un indice di massa corporea superiore a 40, l'indicazione principale della chirurgia bariatrica, ultima spiaggia dopo il fallimento delle diete, della psicoterapia e delle cure farmacologiche e unica terapia davvero efficace nel controllo e nel mantenimento nel tempo del peso perso. Va presa in considerazione quando i chili di troppo sono più di 40, 50, o addirittura 80, ma anche quando il BMI è compreso tra 35 e 40, in presenza di almeno una patologia correlata all'obesità, che può migliorare o guarire con la perdita di peso. Detta anche "chirurgia metabolica", perché capace di modificare il metabolismo, si associa anche a una riduzione delle malattie associate, come il diabete di tipo II, l'ipertensione, le dislipidemie: secondo dati recenti, soffre di diabete non insulino-dipendente il 26% degli obesi, di asma il 23%, di artrite il 44%, di ipertensione il 51% e di cancro il 52% (in particolare tumore alla mammella e al colon), quanto basta per spiegare la diminuzione dell'aspettativa di vita tra i 5 e i 20 anni.

Le principali tecniche chirurgiche (bendaggio gastrico, gastrectomia verticale e bypass gastrico, diversione bilio-pancreatica) hanno quindi dimostrato di ridurre l'obesità grave, con percentuali di successo tra il 50 e l'80, oltre ad avere un impatto importante anche sulle malattie metaboliche, in particolare sul diabete e l'ipertensione. La scelta di ricorrere al bisturi deve però essere sempre valutata con attenzione, per le possibili complicanze, legate soprattutto al malassorbimento di nutrienti importanti. "I pazienti da operare vanno quindi selezionati con cura, così come i chirurghi specializzati e lo staff multidisciplinare (endocrinologo, dietista, psicologo, psichiatra, medico di medicina generale, chirurgo plastico, cardiologo), che devono seguire il periodo postoperatorio e il percorso di riabilitazione.-spiega il Professor Nicola Di Lorenzo, Presidente della SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle Malattie Metaboliche)?- "Una volta operato, il paziente deve essere seguito per tutta la vita e assistito in una struttura sanitaria specializzata e qualificata. Ma soprattutto prima dell'intervento bisogna fornire l'informazione corretta su tutti i trattamenti disponibili, sulle percentuali di successo e sui rischi, oggi sempre più bassi, se si parte dalla selezione ottimale di chi deve essere operato, e insistere sull'importanza di essere fortemente motivati a dimagrire". Se si rispettano le indicazioni, ormai codificate, è ormai dimostrato dagli studi scientifici che la terapia chirurgica dell'obesità è superiore al trattamento medico nel mantenimento del calo di peso ottenuto e nella scomparsa o nella riduzione dell'incidenza e della gravità delle malattie associate.

Rispetto alla domanda, gli interventi di chirurgia bariatrica sono però ancora troppo pochi in Italia. " I candidati a questo tipo di chirurgia - continua Di Lorenzo- sono circa un milione e 300 mila (il 3 per cento della popolazione), ma gli interventi eseguiti ogni anno non superano i 10.000 e vanno perciò aumentati. In pratica, solo lo 0,8 della popolazione che ne avrebbe bisogno accede a questa terapia. L'idea è quella di creare delle Obesity Unit, come già avviene per altre malattie, sul modello delle Breast Unit dedicate al tumore della mammella. Si tratta di centri dedicati, in grado di rispondere in modo più efficace alla maggiore richiesta di interventi". Dei circa 83 centri per l'obesità presenti in Italia, solo 46 eseguono infatti più di 100 interventi l'anno: la maggior parte sono localizzati al Nord, mentre i pazienti con obesità grave vivono più spesso al Sud. Nei prossimi tre anni, secondo la SICOB, il numero di interventi potrebbe almeno triplicare e i centri di alta specialità per la chirurgia bariatrica raddoppiare proprio grazie a queste strutture organizzate.

Gli interventi anti-obesità si suddividono in tre gruppi e la scelta dipende da alcune caratteristiche dei pazienti da operare: gli interventi di restrizione gastrica (bendaggio gastrico regolabile, gastroplastica verticale), con cui si riduce il volume dello stomaco e quindi il senso di fame, gli interventi di restrizione gastrica con by-pass duodeno-digiunale associato (bypass gastrico) e quelli di restrizione gastrica con associato malassorbimento (diversione biliopancreatica, interventi di "duodenal switch", by-pass bilio-intestinale). In quest'ultimo caso possono verificarsi deficit di assorbimento di nutrienti importanti (proteine, vitamine, ferro, calcio), che richiede l'assunzione di supplementi per tutta la vita.

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