Osteoporosi, più informazione sul rischio di fratture e sul ruolo della cura

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

In Italia l'osteoporosi colpisce circa 5 milioni di persone di entrambi i sessi, di cui l'80 per cento sono donne in menopausa (una su tre ne è affetta dopo i 50 anni). Ogni anno la malattia, considerata solo un male inevitabile dell'età, provoca più di 100.000 fratture, con enormi costi assistenziali per il Sistema Sanitario Nazionale e problemi da non sottovalutare per la famiglia, a causa delle conseguenze serie e invalidanti: l'80% dei ricoveri nelle case di riposo avviene proprio per una frattura di femore.Eppure, solo al 24% di chi dovrebbe essere curato (in particolare donne fratturate o ad alto rischio) sono prescritti i farmaci, che nel 12% dei casi sono presto abbandonati. Secondo i dati Istat, appena il 24, 5% degli italiani dopo i 45 anni si sottopone a un controllo della densità ossea in assenza di sintomi.

Proprio per informare correttamente la popolazione sui rischi legati all'osteoporosi, sul ruolo dei fattori di rischio e di uno stile di vita corretto per la prevenzione e sull'esistenza di farmaci efficaci, la Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), con la Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro (FEDIOS) hanno realizzato una campagna informativa, "Osteoporosi-Storia di una Ladra di Ossa", un opuscolo informativo con consigli pratici sulla prevenzione e la gestione della cosiddetta "ladra di ossa", come è stata definita dagli esperti (visibile sul sito della FEDIOS all'indirizzo www.fedios.org e della SIOMMMS www.siommms.it).

Quanto ai fattori di rischio dell'osteoporosi, modificabili e non, conoscerli è importante, per poter intervenire su alcuni di essi: età avanzata, storia familiare di fratture da fragilità, menopausa precoce, consumo eccessivo di alcol, diete iperproteiche, scarso apporto di calcio e vitamina D con la dieta, sedentarietà, scarsa esposizione al sole, fumo di sigaretta, magrezza eccessiva, ma anche cure croniche con farmaci cortisonici o antisecretivi (i gastroprotettori), malattie reumatiche (in particolare artrite reumatoide), autoimmuni (come lupus eritematoso sistemico, spondilite anchilosante sclerodermia), renali, morbo celiaco e addirittura la chirurgia antiobesità per i problemi di malassorbimento che ne derivano.

Prima che la malattia provochi conseguenze gravi, come la frattura del collo del femore o di una vertebra, è fondamentale anche non trascurare alcuni campanelli di allarme, come un dolore cronico alla schiena (da differenziare da quello di tipo reumatico) o una frattura del polso apparentemente banale, che richiedono già una terapia farmacologica, perchè già espressione di una fragilità ossea da osteoporosi.

Ecco perché è importante sottoporsi alla MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) oltre i 65 anni. Negli uomini e nelle donne di età inferiore l'indagine è utile in presenza di determinati fattori di rischio o condizioni, come menopausa precoce, magrezza eccessiva (<57 kg), tabagismo, terapie particolari e alcune malattie. L'esame viene comunque eseguito di routine nelle donne in menopausa. Se la densitometria è bassa (livelli inferiori al 25 per cento), è necessario studiare il livello di rischio della donna.

"Una delle strategie terapeutiche a disposizione per combattere l'osteoporosi è la terapia con alendronato/colecalciferolo - spiega Davide Gatti, Professore Associato di Reumatologia all'Università di Verona- "Il trattamento è riservato alle persone indicate nella nota 79, cioè chi ha già subito una frattura da fragilità ossea delle vertebre o del femore, chi segue una cura con cortisonici, le donne in menopausa con una densitometria molto bassa e con fattori di rischio elevati. La cura non è complicata: oggi è possibile prendere una volta alla settimana una sola compressa, che contiene acido alendronico (il farmaco) e colecalciferolo (vitamina D3), che ne favorisce l'azione. L'alendronato appartiene a un gruppo di farmaci non ormonali denominati bisfosfonati e contrasta la perdita del tessuto osseo nelle donne dopo la menopausa, favorendo la ricostruzione dell'osso ( e riducendo il rischio di fratture vertebrali e dell'anca), mentre la vitamina D è necessaria all'organismo per l'assorbimento del calcio. Quando, per motivi diverse, l'osteoporosi è ormai insorta, l'unica strada per intervenire è quindi quella farmacologica".

Per la prevenzione è invece importante favorire nei ragazzi il raggiungimento di un adeguato picco di massa ossea, cioè la massima densità minerale, con una dieta sana e ricca di calcio, con un'attività fisica costante e con una adeguata esposizione alla luce del sole, che favorisce la sintesi di vitamina D, tutte misure valide comunque negli adulti e nelle persone anziane.

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