Invecchiare in modo dinamico è possibile?

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Invecchiare in buona salute e in attività: è l'“invecchiamento attivo”, uno degli obiettivi più importanti dei sistemi sanitari epunto di partenza per una società sempre più popolata da persone anziane. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, accanto agli anziani “giovanili” esiste anche una parte della popolazione che invecchia male e soffre di almeno due malattie croniche.

Se si escludono paesi come la Grecia e la Lettonia, la fotografia della qualità di vita degli anziani europei è comunque positiva, con la Svezia al primo posto. L'Italia è quattordicesima, ma secondaper quel che riguarda la partecipazione sociale e la vita di relazione e di collaborazione. I dati arrivano dall'ultimo rapporto della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) e della Commissione Europea (EC), presentato i giorni scorsi a Bruxelles. Sono quattro le aree principali di intervento per migliorare il modo di invecchiare attraverso strategie utili per contrastare l'isolamento e l'inattività: il lavoro, la vita di relazione, la salute, il mantenimento dell'autonomia e la solidarietà tra le generazioni.

Ma come invecchiare attivamente? Secondo gli esperti, per mantenersi attivi nel fisico e nella mente bisogna curare la propria vita sociale ed i legami affettivi, evitando l'isolamento sociale, che accelera il decadimento intellettivo e fisico. Tenere attivi mente e corpo rallenta infatti l'invecchiamento: lo dimostra ancora una volta uno studio condotto all'Università di Vienna su circa 100 anziani tra i 65- e i 98 anni, ospitati in residenze dedicate (quindi più esposti a malnutrizione, depressione e inattività) e pubblicato sulla rivista Experimental Gerontology. Svolgere attività ricreative ( fisiche e mentali ) potrebbe proteggerebbe il Dna dai danni genetici negli anziani, in particolare dalla comparsa di 'instabilità genomica', legata all'insorgenza di malattie che insorgono con l'età. I ricercatori austriaci hanno coinvolto per sei mesi le persone residenti nelle case di riposo con due tipi di intervento, l'allenamento fisico (con esercizi per migliorare forza e resistenza, associato o meno a integrazione vitaminica) e con l'allenamento cognitivo. Entrambi hanno ridotto la comparsa di danni genetici associati all'instabilità del Dna. Secondo i ricercatori, l'attività fisica negli anziani è necessaria per migliorare i parametri di salute legati a malattie croniche, ma altrettanto valido si è dimostratol' allenamento cognitivo.

Per prevenire patologie cardiovascolari e tumori e vivere di più, non va trascurata però la corretta alimentazione, rigorosamente “mediterranea”, ricca cioè di frutta e verdura, cereali integrali e fibre, carne magra e pesce, legumi e latticini magri, ma povera di zuccheri raffinati e grassi saturi. Altrettanto importante è mantenere un peso corporeo adeguato: molti studi scientifici dimostrano infatti che il sovrappeso e l'obesità facilitano l’insorgenza di patologie croniche, cioè malattie cardiovascolari e diabete, peggiorando e riducendo l’aspettativa di vita. Ecco perché tra i primi posti delle buone abitudini quotidiane per mantenersi in salute compare sempre l'attività fisica regolare.Ma non basta. Per vivere più a lungo e bene bisogna smettere di fumare, ridurre l’assunzione di alcolici ed esporsi ogni giorno al sole (con moderazione) per facilitare la sintesi di vitamina D, necessaria per combattere l'osteoporosi, causa di fratture e disabilità. Prevenire gli incidenti domestici, più frequenti nella terza età, e informare gli anziani sul corretto uso dei farmaci sono, infine, altre due tappe importanti per invecchiare attivamente.

La prevenzione, anche in questo caso è fondamentale, perchè l'anziano è stato prima di tutto un bambino e poi un ragazzo: l'intervento sui giovani va rafforzato, incoraggiando comportamenti e stili di vita sani ed evitando quelli nocivi per la salute (fumo, droghe, alcol, sedentarietà, obesità e sovrappeso) ed contrastando l'emarginazione sociale, cruciale nell'accelerare il decadimento intellettivo.

 

 

 

 

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