Prevenire tutti i tumori della pelle, non solo il melanoma

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

?Aumentano nel mondo le persone colpite da tumori della pelle: in meno di 20 anni, l’incidenza del melanoma è quasi triplicata, ma non vanno trascurati gli altri tumori cutanei e lesioni precancerose, forse meno conosciuti, ma più diffusi, soprattutto negli uomini e nelle aree fotoesposte, come viso, cuoio capelluto, collo e braccia. I numeri parlano chiaro: in Italia sono 40-140 i nuovi casi ogni 100.000 abitanti di neoplasie diverse dal melanoma, che pur essendo meno aggressive, rappresentano il 20% di tutti i tipi di tumori. Secondo alcune statistiche, la cheratosi attinica, il carcinoma basocellulare e squamocellulare affliggono circa il 16% della popolazione generale tra i 30 ed i 70 anni. Conoscerli è oggi necessario.

La cheratosi attinica è una lesioni cutanea precancerosa e si sviluppa spontaneamente dopo una esposizione prolungata e erronea ai raggi del sole. Secondo la Skin Cancer Foundation colpisce il 50% dei soggetti dopo i 50 anni, perchè è proprio con il passare del tempo che si verifica l’effetto cumulativo dell’esposizione ai raggi solari senza adeguata protezione. I più a rischio? Gli “outdoors worker”, quindi muratori, agricoltori, contadini, marinai e pescatori, che per motivi professionali passano la maggior parte del proprio tempo all'aria aperta e al sole, ma corrono lo stesso pericolo anche sciatori, velisti, tennisti, surfisti, così come chi ha la pelle più chiara, i capelli biondi o rossi e si scotta facilmente. Una prevenzione adeguata attraverso la diagnosi precoce e alcune misure particolari può evitare neoplasie più gravi attraverso cure mirate e tempestive.

Il carcinoma basocellulare è invece un tumore cutaneo, che cresce molto lentamente, assumendo forme diverse e formandosi ancora una volta su aree della pelle esposte cronicamente al sole, mentre il carcinoma squamocellulare deriva spesso proprio da una cheratosi attinica non curata e si presenta come un nodulo duro, aderente, che si ulcera. Anche in questi casi la prevenzione e una corretta informazione da parte delle Istituzioni gioca un ruolo cruciale.

Uno studio clinico, presentato poco tempo fa a Vancouver al World Congress of Dermatology, ha infatti dimostrato che i lavoratori esposti al sole corrono un rischio molto più elevato - tra il 25 e il 30 % in più - di sviluppare un cancro della pelle. Tra il 75 e il 90% degli “outdoor worker” potrà sviluppare, nel corso della propria vita, una patologia cancerosa cutanea.

L'autovalutazione periodica della propria pelle per scoprire l'eventuale comparsa di macchie (da sottoporre poi allo specialista) o qualsiasi cambiamento di forma, dimensione e colore dei nei o delle pigmentazioni cutanee e lo screening periodico dallo specialista sono fondamentali. Le persone a rischio, soprattutto quelle con più di 50 anni e chi si espone abitualmente in modo prolungato al sole, dovrebbero sottoporsi ogni anno ad almeno una visita dermatologica di controllo ed eseguire un autocontrollo periodico ogni 2-3 mesi di tutta la superficie cutanea.

Prevenzione e diagnosi precoce dei tumori cutanei sono state anche l'obiettivo della recente campagna europea di informazione, l’Euromelanoma Day, promossa in Italia dalla SIDeMaST(Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), e di un incontro tenuto i giorni scorsi alla Camera dei Deputati per muovere le Istituzioni attraverso l'esempio concreto di uno screening eseguito ai Parlamentari di Montecitorio con l’esame clinico e dermatoscopico.

I tumori della pelle non melanoma, come la cheratosi attinica, possono infatti essere curati rapidamente e senza conseguenze negative, permettendo a tutti i pazienti di tornare ad avere una pelle sana, secondo Giampiero Girolomoni, Presidente SIDeMaST e Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di Verona. “Nella cheratosi attinica. - spiega l'esperto- una buona e breve opzione terapeutica è l'ingenolo mebutato, un gel ( rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale), da applicare quotidianamente sull’area colpita per tre giorni consecutivi (viso) o per due giorni (corpo) a seconda della localizzazione delle lesioni. L'ingenolo mebutato non cura solo le lesioni visibili, ma anche quelle non visibili a occhio nudo, trattando la zona circostante”.

Terapia a parte, restano valide per tutti alcune misure di prevenzione: evitare l'esposizione prolungata e non protetta ai raggi solari, riapplicare lo schermo solare personalizzato (in base al fototipo) anche nelle giornate nuvolose, sotto l’ombrellone o in acqua e abolire le lampade solari.



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