Vertigini, nausea e perdita temporanea dell'udito: quando il nostro equilibrio va in tilt

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Crisi vertiginose improvvise della durata di alcune ore, nausea e vomito, perdita temporanea dell'udito, in genere monolaterale, rumori auricolare (acufeni), senso di orecchio pieno: sono alcuni sintomi della Sindrome di Menière, una delle cause più frequenti di vertigini oggettive (sensazione che il mondo attorno ruoti) di tipo periferico, che colpisce soprattutto tra i 40 e i 60 anni, con uguale frequenza nei maschi e femmine. La malattia, come altre sindromi vertiginose periferiche, colpisce l'orecchio interno, organo impiegato anche nel mantenimento dell'equilibrio. E' caratterizzata da un aumento della pressione dei liquidi endolinfatici contenuti nel vestibolo, un organo sensoriale che, contemporaneamente da entrambi i lati, invia informazioni al cervello in risposta ad ogni movimento, necessari per sapere in quale posizione ci si trova.

Della malattia non si conoscono con certezza le cause (tra le ipotesi, quella vascolare, allergica, ormonale, infiammatoria, psicosomatica e immunitaria) e l'obiettivo della terapia è ristabilire l'equilibrio dei liquidi nell'orecchio interno e ridurre i sintomi durante l'attacco vertiginoso. Essenziale è perciò il riposo, la riduzione o l'abolizione di alcune sostanze, in grado di peggiorare la sintomatologia (ma anche di facilitare la crisi), come il caffè, l'alcol, il tabacco, lo stress, l'eccesso di sodio.

La terapia farmacologica, efficace nell'80 per cento dei casi, richiede almeno 3-6 settimane di cura e durante la crisi vertiginosa prevede sedativi della nausea e del vomito, ansiolitici (benzodiazepine), dieta povera di sodio e di grassi e farmaci che contrastano l'aumento della pressione dei liquidi nel labirinto (diuretici osmotici, vasoattivi), e nei casi davvero resistenti e selezionati i cortisonici o l’infiltrazione di gentamicina endotimpanica. In alcuni casi è consigliabile seguire un ciclo di riabilitazione vestibolare, che comprende diversi esercizi, con movimenti del capo e degli occhi in posizione seduta o in piedi. La chirurgia (come la rimozione del labirinto) va riservata invece ai casi che non rispondono a nessuna cura.

Si parla invece di “Vertigine parossistica posizionale benigna” o cupololitiasi, quando le vertigini, sempre di tipo  periferico sono legate a movimenti della testa. Insorgono bruscamente, prevalentemente a letto, per esempio quando ci si alza, e si associano a nausea, vomito, sudorazione, senza riduzione dell’udito o acufeni. E’ causata dal distacco di sassolini, “gli otoliti” , nell’orecchio interno, che interessano i diversi canali semicircolari. La terapia consiste nell’eseguire manovre specifiche in grado di rimuovere gli otoliti dal canale interessato. Una volta risolto l'episodio acuto, può restare un senso di instabilità, a volte più duratura della vertigine stessa.?

Diversa è la Neurite vestibolare o deficit vestibolare, nota anche con il termine di “labirintite”, caratterizzata da forti crisi vertiginose che rendono difficile la stazione eretta, con malessere, nausea e vomito, della durata di alcuni giorni, costringendo il paziente a letto.Si risolve con cortisonici, vitamine, vasoattivi e attività fisica, ma può richiedere riabilitazione vestibolare. In gioco c'è un’infiammazione del nervo vestibolare dovuta a infezione virale o un accidente vascolare e la cura prevede l'uso di cortisonici, vasoattivi e polivitaminici. Le vertigini possono colpire anche chi soffre di cefalea (vertigine emicranica), soprattutto donne in età fertile spesso durante il ciclo, oppure in menopausa, con attacchi di tipo pulsante, che possono durare molte ore, nausea e vomito, con fastidio per rumori, luci e odori e che aumentano sotto sforzo. La terapia prevede antiemicranici,vasoattivi, acido acetilsalicilico.

Ma come comportarsi in caso di vertigini? Nelle forme acute, con nausea e vomito, è giustificato andare al Pronto Soccorso ed è comunque essenziale rivolgersi sempre al medico. Per la diagnosi è fondamentale l'ascolto e il buon rapporto medico paziente: vanno infatti escluse altre patologie responsabili di sintomi simili, come patologie vascolari, disturbi malformativi dell'orecchio interno, tumori dell'8° paio dei nervi cranici (il nervo acustico). Importante è anche eseguire alcuni test clinici per valutare la funzione uditiva e vestibolare e la necessità di approfondimenti, eventualmente con una TAC o la risonanza magnetica (per escludere altre cause come tumori). ?Indipendentemente dalla causa, su un dato si è concordi: più la vertigine è forte e violenta, tanto migliore sarà la prognosi, poiché la causa è probabilmente a livello del'orecchio interno. Se in oltre il 95% dei casi le vertigini sono la spia di un disturbo del labirinto, le vertigini di tipo centrale sono invece più frequentemente causate da malattie del sistema nervoso centrale.???

 

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