Vacanze finita e tintarella a macchia di leopardo? Ecco cosa fare

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Antiestetiche macchie bianche che spiccano sulla tintarella, tecnicamente “ipomelanosi”, ma definite spesso impropriamente ”funghi”: sono tra le cause più frequenti di visita dermatologica in estate, ma soprattutto al rientro dalle vacanze, quando l'abbronzatura è ancora evidente. A provocare queste chiazze pallide, che si manifestano dopo l'esposizione al sole, possono essere la mancanza di melanina dovuta all'età, dermatiti infiammatorie o, in molti casi, infezioni da funghi.?

Ma come riconoscerle e in quali casi serve curarsi? Dopo i 40 anni, è frequente la cosiddetta "ipomelanosi guttata idiopatica", che si presenta con macchioline rotonde, di colore bianco porcellana, del diametro di circa 5 mm, presenti nelle aree più esposte al sole, cioè gambe e avambracci, dovute a un danno cronico ai melanociti causato da esposizioni solari eccessive. Questa ipomelanosi, che non va confusa con la vitiligine o il lichen scleroatrofico, si attenua in inverno per ricomparire con l'abbronzatura, ma non guarisce. La prevenzione parte da una efficace fotoprotezione, da una corretta idratazione, da una maggiore attenzione ai metodi epilatorie dalla limitazione dell'esposizione al sole. E' consigliabile poi evitare profumi o creme profumate prima di esporsi al sole.

??Esiti di dermatiti infiammatorie sono invece le ipomelanosi cosiddette "post estive", che una volta guarite possono lasciare sulla pelle chiazze più chiare, se sono state esposte al sole. Nei bambini è molto comune la cosiddetta “pityriasis alba”, disturbo della pigmentazione cutanea che si manifesta con aree più o meno estese di ipomelanosi. Si localizza prevalentemente sulle guance, come risultato (lasciato sull'abbronzatura) di precedenti chiazzette, talvolta poco visibili, di eczema. Idratata correttamente e schermata dall’esposizione al sole con creme ad alta protezione, la pelle in poche settimane acquisterà un colore piu' omogeneo, ma è opportuno consultare sempre il dermatologo per verificare la presenza di eventuali allergie.

La causa più conosciuta di ipomelanosi, ma non la più comune, è però un'infezione fungina, la pityriasis versicolor o “fungo di mare”,una discromia cutanea dovuta al Malassezia furfur, un lievito che vive normalmente sulla cute sana, nelle zone del corpo ricche di ghiandole sebacee, interferendo con la produzione di melanina. Negli anziani la predisposizione a questa infezione è ridotta a causa della secchezza cutanea. Questa micosi si sviluppa soprattutto in autunno e in primavera, manifestandosi con piccole macchie irregolari color caffelatte desquamanti (su pelli non esposte al sole) o di colore più pallido rispetto al colore naturale della pelle (su pelli che si sono esposte al sole).Le parti più colpite sono il tronco (anteriore e posteriore), le braccia, raramente il viso e il collo. Normalmente è asintomatica, ma in alcuni casi è presente prurito. La pitiriasi versicolor è una malattia molto comune e colpisce persone in buona salute, soprattutto donne sane in età adolescenziale e nella prima maturità (21-30 anni), in generale gli adolescenti o i giovani adulti.Dopo l’esposizione al sole le chiazzette non si abbronzano, ma appaiono più chiare della cute sana circostante, perchè le colonie muoiono, desquamano e lasciano la macchia bianca.

La cura? Prima delle vacanze e quindi prima di esporsi al sole è necessario applicare un prodotto antifungino adeguato (spesso servono due o tre trattamenti a distanza di un mese l'uno dall'altro), in particolare derivati imidazolici in spray, creme o shampoo e una detersione della pelle con detergenti specifici. Le recidive sono molto frequenti se la terapia non viene fatta nel modo giusto e se si trascura l'igiene personale. Alcune chiazze possono essere ancora visibili anche dopo la fine del trattamento e se non sono stati eliminati definitivamente i funghi. Queste macchie scompariranno a distanza di qualche mese dalla fine della terapia o con una nuova esposizione al sole. La predisposizione individuale ha un ruolo determinante (la malattia è poco contagiosa), ma la pelle umida (uso di indumenti sintetici e frequentazione di ambienti caldo-umidi, come piscine, docce, saune, scambio di asciugamani umidi) o la presenza di malattie croniche debilitanti (come il diabete), potrebbero favorire la patologia.??

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