Rientro dalle vacanze, l'occasione per ripartire subito con il piede giusto

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Rientro al lavoro e alla routine quotidiana, sempre più in un clima di incertezza economica e lavorativa: se non si riparte subito con il piede giusto, la fine delle vacanze (per chi ha avuto la fortuna di farle!) può essere causa di nervosismo, ansia, stress, calo dell'attenzione, stanchezza, problemi gastrointestinali, insonnia o sonnolenza, ma anche aumento di peso. In altre parole, il ritorno a casa può portare per un italiano su tre alla “sindrome da rientro”, che dura qualche giorno, a seconda delle persone, ma anche della durata e del tipo di vacanza. Ma come evitarla, sfruttando al meglio l'energia accumulata con il riposo per veder il futuro con meno pessimismo (mai utile, malgrado la crisi), concretizzando progetti professionali, mantenendo la forma fisica raggiunta e realizzando buoni propositi, come smettere di fumare o perdere i chili di troppo?

Per superare i disturbi psicologici della sindrome da rientro, gli esperti consigliano di ricominciare il lavoro gradualmente, trovare spazio da dedicare a sé stessi, fare attività fisica e riprendere il prima possibile uno stile di vita regolare con i giusti ritmi veglia-sonno. Lo stress da rientro va gestito però anche a tavola, evitando innanzitutto i regimi squilibrati e troppo restrittivi, sempre nemici della linea, seguendo una dieta controllata ed equilibrata per perdere gradualmente e senza fretta i chili eventualmente accumulati. Oltre a evitare gli eccessi, recuperando la buona abitudine della prima colazione, è fondamentale abolire gli alimenti ricchi di calorie, i grassi animali, la carne rossa, gli alimenti raffinati e poveri di fibre, le bevande zuccherate e quelle superalcoliche, il sale, così come alcuni metodi di cottura e di conservazione, come l'affumicatura, la conservazione sotto sale, la cottura ad alte temperature e a fuoco vivo con carbonizzazione (alla brace), che possono formare metaboliti cancerogeni.

Meglio puntare invece su cibi semplici e freschi, ricchi di antiossidanti e in grado di migliorare l’umore, senza dimenticare di introdurre almeno un litro e mezzo di acqua ogni giorno. Il triptofano, precursore della serotonina (neurotrasmettitore responsabile del buon umore), è in tal senso molto utile e si trova nella carne, nel latte e derivati, ma indirettamente aumenta anche attraverso l'assunzione di carboidrati, cioè pane, pasta, riso. Almeno due volte a settimana è consigliabile, se non raccomandabile, introdurre il pesce (soprattutto quello più grasso, come sgombro, merluzzo, pesce spada, tonno, trota, sardine, e aringhe), ricco di omega -3, acidi grassi essenziali contenuti anche nei cereali, nelle noci e nei legumi, in grado non solo di prevenire le malattie cardiovascolari, ma anchedi inibire la formazione dei radicali liberi (grazie alla loro proprietà antiossidanti) e di svolgere un'azione trofica sul sistema nervoso centrale, migliorando la qualità del sonno e dell'umore e favorendo concentrazione e memoria. Non mancano infatti evidenze scientifiche sul legame tra depressione e bassi livelli circolanti di omega 3, tanto che la supplementazione con i “fish oil” sembra migliorare l’umore in alcune persone che ne soffrono.

Utile è anche l'introduzione con il cibo di magnesio e selenio, oligoelementi presenti nella frutta secca, come le noci, e nelle verdure a foglia verde, capaci di favorire le funzioni cerebrali e contrastare gli sbalzi di umore, così come la vitamina B12 e l'acido folico, contenuti soprattutto nel pollo, nel salmone, nei broccoli, nei fagioli e nel manzo. Quanto agli antiossidanti, di cui abbondano soprattutto frutta e verdura, sono in grado di migliorare le capacità cognitive e combattere il malumore, oltre che contrastare i radicali liberi e proteggere dai tumori. Il beta caroteneee, la vitamina C, la vitamina E, i polifenoli, i minerali (quali il selenio, il rame e lo zinco), i flavonoidi e gli isoflavoni (nei frutti di bosco, soia e legumi) abbondano oltre che in frutta e verdura, anche nell'olio extravergine di oliva (ricco di vitamina E, utile nella prevenzione del cancro del seno e del colon), nel pesce e nei legumi, ma anche nel pane, riso e pasta integrali (da limitare però se si è in sovrappeso).

L'alimentazione ha un ruolo importante anche nel ridurre i sintomi gastrointestinali della sindrome da rientro, come la sindrome dell'intestino irritabile, il meteorismo o la stitichezza: è preferibile in questi casi fare piccoli pasti durante la giornata, composti da piatti semplici, poco elaborati e ben cotti, introducendo molta acqua naturale, frutta e verdura, carni magre e pesce, mentre vanno limitati il caffè, i fritti, gli insaccati, l'alcol, i cibi molto piccanti e il latte (soprattutto se si è intolleranti al lattosio), consumando la frutta lontano dai pasti.Utile è assumere probiotici, di cui è ricco lo yogurt per limitare la produzione dei gas intestinali e ripristinare l'equilibrio della flora batterica intestinale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 









 



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