L'importanza del medico di famiglia, miglior referente per la salute

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Internet, televisione, radio, giornali, riviste: le strade per avere informazioni sulla salute oggi sono molte, ma per gli italiani resta il medico di famiglia il miglior referente. Soprattutto quando si crea quell'alleanza terapeutica speciale, in grado di guarire il malato, a volte come o più dei farmaci. Tanto che diversi studi scientifici hanno dimostrato come migliore è il grado di comunicazione tra medico e paziente, migliore è l’adesione alla terapia e la risposta alla cura. La comunicazione, deve però essere chiara e corretta, perché prescrizioni e consigli relativi alla salute (farmaci, cambiamento dello stile di vita, dieta) sono seguiti solo se il malato conosce bene la propria malattia, crede nella sua modificabilità attraverso la cura, assimila davvero il concetto di prevenzione.

??Un rapporto aggiornatissimo del Censis, realizzato nel 2012 attraverso 1448 interviste sulle attitudini degli italiani parla chiaro: la maggior parte (il 59,7%) si definisce molto o abbastanza informato sui temi sanitari, che sono divulgati prevalentemente dal medico di famiglia (per il 55,6%), in misura minore da internet (10,8%), consultato da un italiano su 3, da familiari e amici (10,1%), dalla televisione (5,9%), dal medico specialista (5,8%), dal farmacista (4%) e solo in ultimo dalla carta stampata (3,6%).

?La qualità delle informazioni sui media, secondo la maggior parte degli intervistati, andrebbero infatti modificate e diversificate: lo spazio dedicato ai temi legati al benessere e agli stili di vita sarebbe eccessivo per il 48,5%, mentre quello dedicato alle malattie rare è troppo scarso per il 65%. Non solo, ma le informazioni fornite dalla televisione, dai giornali e dal web sono spesso troppo complesse o poco pratiche, mentre, secondo molti, c'è a volte troppa enfasi sui rischi di situazioni con un impatto reale minimo (come nel caso dell'influenza aviaria). Si parla poi di sperimentazioni come se si trattasse di terapie già disponibili, con il rischio di creare false aspettative e tante delusioni.

Il risultato? Il ruolo dei mass media appare ridimensionato nella determinazione dei comportamenti individuali: meno di un terzo degli italiani mette in pratica le informazioni ricevute dai mezzi di comunicazione e il 70, 2% rivela di non avere mai seguito le indicazioni ricevute dai media.

Insomma, il malato vuole in fondo essere soprattutto ascoltato, capito e accompagnato nel percorso diagnostico e terapeutico della malattia dal medico di famiglia (purché non troppo frettoloso e superficiale), con buone doti di comunicazioni, capace di creare un rapporto umano, di tranquillizzare, di convincere sul da farsi, spiegando in termini semplici e chiari la malattia e la cura. L'autorità del medico viene messa in discussione solo in pochi casi, nonostante la mole di informazioni disponibili: per il 70% delle persone intervistate dal Censis, le notizie trovate sui media non si traducono mai in un cambiamento di comportamento.

Quanto al web, l’attendibilità delle fonti resta un requisito fondamentale, anche per verificare nei più scettici le informazioni del medico e le cure prescritte: bisogna quindi individuare il portale di salute giusto, serio e accreditato, come quelli di società scientifiche, ospedali e facoltà mediche, o enti istituzionali (come l’Organizzazione Mondiale della Sanità), dotati di molti riferimenti e link di approfondimento, ma anche di aggiornamenti in costante evoluzione.??

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