Se l'organismo va al rallentatore spesso la colpa è della tiroide

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Sonnolenza, facile affaticamento, senso di gonfiore, aumento di peso, voce rauca, intolleranza al freddo, stipsi, depressione, pelle e capelli secchi, difficoltà di concentrazione, alterazioni del ciclo mestruale, ritenzione idrica, addirittura aumento del colesterolo: dietro questi sintomi può nascondersi un problema della tiroide, ghiandola deputata alla regolazione del metabolismo. Quando la tiroide funziona poco, ne risente tutto l'organismo: rallenta l'attività fisica e mentale, ma anche la funzione gastrointestinale, cardiovascolare e neuromuscolare.

Diagnosticare un ipotiroidismo, che colpisce il 5% degli italiani, soprattutto le donne, è importante perchè la cura (medica) esiste. La diagnosi è però spesso fatta tardi e solo dopo aver escluso tutte le altre possibili cause di malessere.Negli anziani il rallentamento del metabolismo, spesso associato a perdita della memoria (talvolta unico segno di ipotiroidismo), è considerato un cambiamento fisiologico legato all'età, tanto che la malattia non viene riconosciuta e neppure ricercata. Quando l'ipotiroidismo insorge nell'infanzia, può verificarsi invece un ritardo della crescita e dello sviluppo e, se non curato tempestivamente, può portare a cretinismo, difetti della parola e dell'udito, obesità e nanismo. Se l'ipotirodismo compare nell'età adulta si ha il mixedema, che può determinare lentezza fisica (senza ritardo mentale), pelle secca, obesità, edema facciale, stanchezza, ipotonia muscolare, bassa temperatura corporea.

Tra le cause di ipotiroidismo ci sono le malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto o la tiroidite atrofica, in cui anticorpi prodotti dal sistema immunitario distruggono la tiroide, la rimozione chirugica di parte o di tutta la ghiandola,secondaria a noduli o tumori, alcuni farmaci, terapie con iodio radioattivo, patologie dell'ipofisi, malattie dovute alla deposizione di sostanze anomale, come il ferro nell'emocromatosi o proteine amiloidi nell'amiloidosi, l'eccessiva assunzione di iodio o, al contrario, la sua mancanza. Nel gozzo (l'ingrossamento diffuso della tiroide), in gioco c'è spesso (oltre ai fattori genetici) proprio la carenza di iodio nell’acqua e negli alimenti, come avviene nel “gozzo endemico”, caratteristico di alcune regioni italiane montuose.

Per valutare la funzionalità della tiroide è fondamentale la ricerca nel sangue degli ormoni tiroidei e il TSH (la tireotropina), l’ormone dell’ipofisi che regola l’attività della tiroide, ma anche gli anticorpi contro la tiroide, presenti nelle forme autoimmuni. L’ecografia è invece l’esame più importante per riconoscere velocemente la presenza di noduli tiroidei e chiarirne la natura (solo il 3-5 per cento è maligno), spesso in assenza dei sintomi caratteristici. Con la scintigrafia tiroidea, limitata a casi particolari, è possibile invece valutare il funzionamento della ghiandola grazie alla somministrazione di iodio radioattivo e programmare eventualmente l’intervento chirurgico.

La cura dell'ipotiroidismo? E' nella maggior parte dei casi medica e prevede la somministrazione di ormoni tiroidei, che determina un ritorno alla normalità quasi completo. Solo una percentuale minore di pazienti richiede l’intervento, nei casi di gozzo voluminoso. Il cattivo funzionamento della tiroide si può prevenire utilizzando soprattutto sale iodato per la prevenzione dei noduli tiroidei, inserendo il pesce (di mare) nella dieta almeno tre volte alla settimana, non abusando di farmaci contenenti iodio, evitando farmaci contenenti ormoni tiroidei per dimagrire, in quanto potrebbero attivare una malattia tiroidea ancora silente.

Un rapido dimagramento, una tachicardia, un’insonnia possono invece, al contrario, essere espressione di un iperfunzionamento della ghiandola, cioè di ipertirtoidismo, le cui cause più frequenti sono il cosiddetto “gozzo multi o uni nodulare tossico” e il Morbo di Basedow, malattia autoimmune caratterizzata dalla produzione di anticorpi diretti verso la ghiandola stessa.

 

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