Le pericolose conseguenze dei disturbi del sonno affliggono il 10% della popolazione

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Difficoltà ad addormentarsi, sonno interrotto, risveglio mattutino precoce, lunghe veglie notturne: l'insonnia è il disturbo del sonno più diffuso nella società occidentale e secondo le statistiche, il 10% della popolazione ne soffre in modo cronico.

?Le conseguenze di un cattivo sonno? Sono da ricercare negli effetti della sua deprivazione cronica (perdita) e vanno dalla sonnolenza diurna e la stanchezza, alla scarsa concentrazione e facile irritabilità, dalla depressione, ai disturbi della memoria e dell’apprendimento, alla riduzione delle performances intellettuali con aumento degli errori nello svolgimento di mansioni complesse, come quelle direzionali o di responsabilità. Non solo, ma secondo alcune recenti ricerche scientifiche, a lungo andare dormire poco e male favorisce l'aumento di peso, il diabete di tipo II, l'ipertensione, gli attacchi cardiaci e l'ictus cerebrale.?

?E non è tutto. Forse molti non lo sanno, ma quasi il 20% di tutte le lesioni gravi da incidenti d’auto nella popolazione generale sono associati proprio alla sonnolenza di chi guida, spesso conseguenza di un sonno poco ristoratore. Dopo 24 ore di veglia continua le prestazioni sono infatti così compromesse da poter essere assimilate all‘effetto provocato da una quantità di alcol presente nel sangue dopo aver bevuto circa una bottiglia di vino in 1 ora a digiuno.

Tra le cause acute dell’insonnia, ci sono lo stress, i problemi lavorativi o la perdita del lavoro, il jet leg, la scomparsa di una persona cara, ma anche una cattiva igiene del sonno, con eccessi alimentari, una camera da letto ipertecnologica, con TV o computer e cellulari sempre accesi, il lavoro a turni e orari di lavoro irregolari (20% circa dei lavoratori!).

??Le cause croniche di insonnia, da valutare sempre con attenzione, riguardano invece le allergie alimentari, l'ansia e la depressione, l'ipertirodismo, ma soprattutto le malattie respiratorie, come l'apnea ostruttiva notturna, ancora troppo poco conosciuta. “La Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS), presente nel 4% dei maschi e nel 2% delle donne in Europa, è il più comune disturbo organico del sonno ed è causa di una sonnolenza diurna eccessiva. - spiega Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno – Onlus - “Secondo dati recenti, ne soffrirebbero, in Italia, quasi 2 milioni di persone, ma solo nel 5% dei casi è stata fatta diagnosi e quindi iniziata una cura. E ciò malgrado sia ormai considerata un importante fattore di rischio per ipertensione, ictus, malattia coronarica e scompenso cardiaco e svolga un ruolo nella morte improvvisa cardiovascolare, ma anche nei meccanismi di aumento della resistenza all’insulina, nell'obesità e nella sindrome metabolica”.

?La sindrome, più frequente dopo i 40 anni e nelle persone obese, è caratterizzata da frequenti e temporanee interruzioni della respirazione (per almeno 10 secondi, fino a centinaia di volte nell’arco della notte) eoltre a numerosi risvegli e ad un cattivo riposo notturno, comporta un’insufficiente ossigenazione del sangue durante la notte. Fino al 20% degli incidenti stradali potrebbe essere dovuto proprio alla sonnolenza diurna causata dalle apnee notturne, piuttosto che ad alcol o droghe.

?Il russamento, al pari della sonnolenza diurna, è una spia importante dell’ OSAS (da Obstructive Sleep Apnea Syndrome): chi russa va studiato a fondo, così come chi ha frequenti risvegli durante la notte, sonnolenza diurna, mal di testa, fatica a mantenere la concentrazione, diminuzione della memoria recente, ma anche aritmie cardiache o pressione arteriosa elevata resistente alle terapie specifiche.

?"Se l’insonnia o un altro disturbo del sonno si cronicizza – avverte Peverini- è necessario rivolgersi ai centri dedicati di Medicina del Sonno sparsi nella penisola: qui si ricercano le cause organiche (per esempio l’apnea ostruttiva notturna, cardiopatie, malattie respiratorie croniche, reflusso gastroesofageo, allergie) e si stabilisce la cura, che nel caso dell’insonnia può anche essere farmacologica, ma che deve essere sempre impostata sulla base di una precisa diagnosi”.

?Per identificare l’ OSAS, è indispensabile non solo una accurata rilevazione dei sintomi presentati dal paziente, insieme (quando possibile) al contributo fornito dal partner di letto, ma anche alla compilazione di un questionario dedicato alla valutazione della sonnolenza diurna (Epworth Sleepness Scale) e alla polisonnografia, l’unica indagine che registra gli episodi di apnea.

Nel caso dell’ OSAS, oltre all’adozione di uno stile di vita corretto (evitare alcol e farmaci che rilassano il sistema nervoso centrale, perdere peso e smettere di fumare), è importante far respirare correttamente il paziente durante il riposo notturno, con la ventilazione ottenuta attraverso apparecchiature particolari (chiamate C-PAP), ideate per mandare aria a pressione positive nelle vie aeree e in grado di risolvere del tutto il problema e ridurre in maniera significativa l’insorgenza delle temute complicanze cardiovascolari e neurologiche. In casi selezionati e in persone con Sindrome dell'apnea notturna severa, che rifiutano gli altri tipi di trattamento, si possono eseguire procedure chirurgiche otorinolaringoiatriche per rimuovere eventuali ostacoli e favorire un migliore transito dell’aria.?

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