Stile di vita sano: non è mai troppo tardi per cambiare le proprie abitudini

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Attività fisica regolare, astensione dal fumo di sigaretta, vita sociale attiva: sono alcune delle regole per vivere più a lungo, anche dopo i 75 anni, quando ormai i giochi sembrano fatti. Uno stile di vita sano potrebbe aggiungere addirittura cinque anni di vita alle donne e sei agli uomini. Non solo, ma gli effetti benefici si fanno sentire, sebbene in modo più attenuato, anche dopo gli 85 anni e nelle persone affette da malattie croniche. L'età media del decesso potrebbe arrivare in questi casi anche 4 anni più tardi, probabilmente grazie al minor rischio di ammalarsi.?

A confermare i vantaggi di una vita sana anche negli anziani è stato uno studio scientifico svedese di tutto rispetto, condotto su ben 1810 ultrasettantacinquenni e pubblicato non molto tempo fa sull'autorevole rivista British Medical Journal (http://www.bmj.com/content/345/bmj.e5568). La sopravvivenza, insomma, è maggiore tra chi non fa stravizi e mantiene una rete di relazioni sociali: pur sembrando scontati, come alcuni lettori potrebbero pensare, questi risultati, che fanno ben sperare anche nella terza età, sono frutto della ricerca ad alto livello.

La longevità, come tutti sanno, è influenzata da diversi fattori, biologici (genetici), ambientali e psicosociali, alcuni dei quali modificabili e perciò obiettivo delle strategie di prevenzione. Solo alcuni studi scientifici avevano però preso in considerazione il suo legame con la combinazione di più fattori di rischio modificabili, e davvero pochi ne hanno valutato le conseguenze sulla popolazione anziana per un periodo superiore a dieci anni.?

??Questo studio, che rientra nella più vasta indagine svedese Kungsholmen Project (invecchiamento e demenza negli anziani), ha valutato l'età media del decesso e lo stato vitale in una popolazione selezionata di persone non più giovani, con un follow up di 18 anni, dal 1987 al 2005. Si tratta della prima indagine ad aver fornito informazioni sulle differenze di longevità in base a diversi fattori modificabili, perchè finora non era chiaro se questa associazione riguardasse anche persone sopra i 75 anni.

Il fattore più fortemente associato alla sopravvivenza è stato l'attività fisica: nell'indagine svedese chi camminava, faceva ginnastica regolarmente o nuotava guadagnava due anni di vita rispetto a chi aveva abitudini sedentarie. Quanto al fumo di sigaretta, i fumatori arrivati a 75 anni avevano una sopravvivenza media di un anno più breve rispetto a quelli che non avevano mai fumato o a chi aveva smesso. Gli ex tabagisti hanno avuto una sopravvivenza simile a quella dei non fumatori, suggerendo che smettere di fumare anche nella mezza età può ridurre comunque l'effetto del fumo sulla mortalità.

Oltre all'astensione dal fumo, all'attività fisica e alla vita sociale attiva, non vanno naturalmente dimenticate le buone abitudini nutrizionali e il mantenimento di un peso adeguato: una dieta equilibrata, povera di grassi saturi e alcol, ma ricca di antiossidanti, contenuti in frutta e verdura, pesce, alimenti integrali, resta comunque uno dei cardini per vivere più a lungo.??

 

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